TANTO
VA LA GATTA AL LARDO CHE CI LASCIA LO ZAMPINO
DOPO
IL FULMINE A CIEL SERENO, IL DRAMMA E LA RABBIA DI UNA COMUNITA’ CHE SI VEDE
PRIVARE
DI UN SERVIZIO ESSENZIALE COME LA FARMACIA PER GIOCHI POLITICI
Lo
spostamento della farmacia di Tortoreto Alto al Lido, lungo la SS 16, è
risultato un fatto di una gravità inaudita ed indicibile, poichè priva di un
servizio fondamentale tutta una comunità. Ancora più grave è da considerarsi
il modo nascosto e subdolo con cui è stato portato a compimento il
trasferimento.
Molti
cittadini hanno vissuto questo fatto come "un fulmine a ciel sereno",
un evento non solo inatteso, ma assurdo ed inspiegabile. Ci si chiedeva come
fosse possibile che un servizio così essenziale e così scontato per la
collettività potesse essere tolto a Tortoreto Paese, come fosse possibile che
un qualcosa, lontano mille miglia dal pensare comune, potesse accadere. Da quali
menti, da quali motivi, logiche ed interessi poteva scaturire tale fatto?
Ogni
cittadino tortoretano è stato coinvolto dall' evento come in un vortice,
rimanendo prima scioccato e incredulo, e poi sgomento e soprattutto arrabbiato.
E' vero che dello spostamento della farmacia si era parlato, ma nessuno voleva
crederci, non solo perchè era inconcepibile, ma anche perchè a chiunque aveva
chiesto spiegazioni, era stato assicurato che erano solo voci o meglio
chiacchiere.
Anche
i componenti dell' Associazione “Amici di Tortoreto" hanno vissuto nello
stesso modo tale evento ed anche per noi è stato difficile capire cosa fosse
successo. Di fronte alla spregiudicatezza di un Sindaco che indiceva una
assemblea pubblica per spiegare come erano andate le "cose", per
dimostrare che l' Amministrazione non aveva responsabilità di quanto accaduto e
che sfidava 1'ira di tutta l' opinione pubblica, non era semplice pensare il
contrario.
Era
necessario allora conoscere meglio i fatti attraverso i documenti comunali e in
essi trovare la possibile verità Oggi che abbiamo acquisito gran parte di tale
documentazione, possiamo e dobbiamo esprimere pubblicamente il nostro parere.
LA
FARMACIA E' STATA SPOSTATA CON UNA MANOVRA BEN ARCHITETTATA, VOLUTA E MIRATA.
Questa
è la conclusione a cui siamo arrivati analizzando le varie delibere di giunta
del 2000-2001, le varie risposte della Regione, gli altri provvedimenti comunali
fino ad arrivare alla delibera del Consiglio Comunale del 07-03-2003.
Vediamo
con ordine di tempo la sequenza dei fatti:
1)
La Giunta di Tortoreto, con delibera n. 208 del 23-10-2001, ha cambiato
la divisione del territorio comunale che prevedeva due zone: una del Lido e la
fascia costiera, l' altra di Tortoreto Paese e l'entroterra; all'interno di
ognuna di esse, poteva starci una sola farmacia. Con detta delibera, il
territorio comunale veniva diviso sempre in due zone, ma in modo diverso, cioè
una prima zona comprendente il Lido Centro-Nord con la zona collinare fino alla
Badette ed un'altra, Lido-Sud insieme a Tortoreto Alto e tutto l'entroterra
comunale. Questa nuova ripartizione ha creato la possibilità di poter spostare
la farmacia dal Paese al Lido.
2)
La Giunta non era obbligata e tanto meno minacciata dalla Regione, come
è stato sostenuto dal Sindaco, di attuare una ripartizione in quel modo,
potendo addurre tutte quelle motivazioni che sono state utilizzate, poi, dal
Consiglio Comunale del 7 Marzo 03, per richiedere una terza farmacia alla
Regione.
3)
Il Sindaco a quella data, Ottobre 2001, conosceva, con molta probabilità,
l'intenzione dei proprietari della farmacia di volersi spostare, lo proverebbero
sia il modo come è stata delimitata il confine della nuova zona Lido-Sud e sia
la testimonianza di alcuni assessori di allora. Questi ultimi affermano che la
delibera del 23-10-01 fu fatta approvare ai componenti della Giunta, nascondendo
la novità che in essa si celava, facendola passare come un normale
provvedimento amministrativo che non cambiava nulla e che serviva solo a dare
una risposta dovuta alla Regione.
4)
L'intenzionalità del Sindaco risulterebbe più evidente quando alcuni
assessori scoperta la probabile conseguenza che si era venuta a creare, hanno
chiesto a Lombi se tale possibilità (lo spostamento della farmacia) poteva
davvero accadere e che cosa eventualmente si poteva fare.Il primo Cittadino li
ha tranquillizzati dicendo ad alcuni che la farmacia non si sarebbe mai spostata
e ad altri che, se anche ciò fosse successo, a Tortoreto Alto sarebbe sempre
rimasto una sportello farmaceutico.
5)
In data 16-07-2002 i titolari della farmacia del Paese chiedono al
Comune, alla Regione ed alla ASL l' autorizzazione di spostarsi lungo la statale
16, che ricadeva ormai nella stessa zona di Tortoreto Alto, diritto acquisito
per effetto di questa nuova divisione del territorio.
6)
Il 18-09-2002, veniva concesso il permesso comunale di trasferimento
della farmacia detta, non dal Sindaco o dalla Giunta, ma dal Dirigente Generale
del Comune. In tale permesso si attestavano diverse cose, tra cui: “ I
locali (della nuova sede farmaceutica) sono tali da soddisfare le esigenze della
popolazione".
7)
La concessione della Regione veniva data alla fine di Gennaio 2003.
8)
Infine, va sottolineato che tutta la pratica amministrativa è stata
portata avanti solo da pochissime persone ed è passata all' interno di un paio
di uffici, rimanendo sconosciuta a quasi tutti i consiglieri di maggioranza,
nonchè di minoranza; non è passata in nessuna commissione consiliare e neanche
dentro le segreterie di partito.
Da
questi fatti si deduce la conclusione a cui siamo arrivati che ci sembra
scontata.
Cosa
c'è da dire di fronte ad un evento così assurdo, traumatico e dannoso per
tutta una comunità?
Cosa
si può dire di fronte ad un fatto che priva il Paese della sua autonomia, che
lo rende periferia di tutto il territorio e che ferisce profondamente la dignità
e l'orgoglio di appartenenza della sua gente? Ci sarebbero da dire tante cose,
forse troppe per essere elencate in un volantino; certamente esprimiamo la
Nostra forte e totale condanna per quanto è accaduto che si aggiunge a quella
già espressa dai Tortoretani.
C'è
da dire, infine, che tale atto non può essere spiegato con la logica del buon
senso e del “ buon padre di famiglia ” ma con quella degli interessi,
soprattutto politici; solo in quell' ambito è stato pensato, maturato e portato
a compimento un simile evento. I "giochi di palazzo", solo quando
mostrano il loro volto concreto, evidenziano quanto siano estranei e contrari
agli interessi ed ai valori della comunità civile.
In
conclusione, al Paese rimane il danno, l’amarezza, la rabbia e purtroppo la
consapevolezza che si è aperto un fossato con chi lo governa e questo, certo,
non conforta nessuno.
Tortoreto
30/03/2003
L'Associazione
“AMICI DI TORTORETO”