Tortoreto
Ufficio marittimo, tutti contro Lombi
TORTORETO - Sulla revoca del trasferimento o soppressione dellUfficio marittimo di Tortoreto Lido intervengono criticamente le minoranze consiliari, tutte insieme: Nuova Alleanza, Insieme per Tortoreto e Solidarietà e partecipazione. In un documento a firma dei consiglieri Antonio Di Giovanni, Lino
Antonini, Camillo Arcieri, Claudia Lamona e Lino Cichetti, viene criticato il comportamento della maggioranza. «Stigmatizziamo il suo comportamento, signor sindaco - viene riportato nello scritto inviato al primo cittadino, ai consiglieri di maggioranza, oltreché ai cittadini e alle categorie interessate -. Noi non abbiamo bisogno dei suoi riconoscimenti, chiediamo soltanto di essere messi a conoscenza in tempi utili delle opportune problematiche e non di ritrovarci a cose fatte ad essere impotenti nel collaborare (vedi anche trasferimento della farmacia di Tortoreto Alto)».
La notizia ufficiale della revoca del trasferimento dellUfficio marittimo è stata comunicata giorni fa ai responsabili locali della delegazione. Limpegno maggiore, va riconosciuto, lo hanno profuso i consiglieri di An e il presidente del circolo cittadino Pierino
Sebastiani. «Ci saremmo aspettati - dicono tutti i consiglieri, non solo quelli di An - non un ringraziamento ma almeno un riconoscimento da parte vostra, sindaco o, almeno, da alcuni consiglieri di maggioranza che più da vicino sentivano il problema, perché è parte integrante della categoria più interessata al mantenimento dellufficio marittimo al Lido». LUfficio marittimo era stato chiuso il 30 di settembre. Gli interventi di molte persone, in primis dellonorevole Nino Sospiri, hanno portato ad uninversione di rotta.
M.N.
TORTORETO Lavori sul ponte del Salinello
Una compartecipazione finanziaria tra diversi enti (Provincia, Comuni di Tortoreto e Giulianova) per effettuare dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sul ponte in legno sul torrente Salinello. Dovrebbero partire nelle prossime settimane i lavori di sistemazione di alcuni tratti della passerella in legno del ponte ciclo-pedonabile che collega Tortoreto e Giulianova. I tre enti investiranno una cifra vicina ai 25mila euro per effettuare dei piccoli interventi. «Si tratta del primo intervento di manutenzione sul ponte», spiega Domenico Di Matteo, assessore provinciale ai lavori pubblici, «dopo la sua inaugurazione avvenuta qualche anno fa»
Il sindaco di Cortino candidato a guidare il partito Di Lucanardo sfida Di Luca
MARGHERITA Incontro dalle 9 a Tortoreto
TERAMO. La sfida a due nella Margherita si ripeterà sabato, nella sala convegni dell’Acquapark di Tortoreto. In quella sede, infatti, alle 9, andrà in scena il primo congresso provinciale del partito, dopo l’assemblea costitutiva di Giulianova, che si tenne un paio d’anni fa. Come avvenuto per la scelta del nuovo coordinatore teramano, saranno due i candidati alla presidenza. L’area del partito che fa capo al consigliere regionale Tommaso Ginoble, nella quale rientrano anche gli ex Democratici fedeli all’altro consigliere regionale Cesare D’Alessandro, si affiderà al segretario provinciale uscente Giuseppe Di Luca, assessore al Comune di Alba Adriatica. Alla sua candidatura verrà contrapposta quella del sindaco di Cortino Giancarlo Di Lucanardo, che fa riferimento alla corrente guidata dal presidente della Tercas Lino Nisii e in cui è confluito un gruppo di ex Democratici dissidenti, tra cui l’assessore provinciale Sabatino Marziani e il consigliere comunale teramano Domenico Di Giandomenico. In teoria è ancora possibile un accordo tra le due fazioni, ipotesi che porterebbe alla presentazione di un candidato unico e alla spartizione degli altri incarichi ai vertici provinciali del partito. La possibilità di un’intesa, però, ormai è quasi del tutto tramontata, soprattutto dopo il congresso comunale di Teramo, quando i due schieramenti si sono delineati, presentando liste e candidati propri. Sabato le operazioni di voto saranno avviate prima di pranzo e molto probabilmente si concluderanno in serata, con lo spoglio delle schede. L’unica cosa certa, comunque, è che le due liste si contenderanno ogni voto disponibile e alla fine il margine a favore del vincitore non sarà molto ampio. Nel frattempo, il nuovo presidente comunale della Margherita Manola Di Pasquale ha iniziato ad affrontare le prime questioni spinose del suo mandato. Oltre a partecipare alla trattativa per la scelta del nuovo candidato sindaco del centrosinistra, a stretto giro dovrà anche dare l’impulso decisivo alla costituzione del gruppo unico della Margherita in Comune. Da chiarire, inoltre, ci sarà la vicenda del riassetto dei vertici della Team, società mista che gestisce vari servizi. (g.d.m.)
Tortoreto, sarà più stretto il sottopassaggio di via Napoli
TORTORETO. Una piccola variazione sul progetto originario, che comunque non muterà la funzionalità dell’opera. Nei giorni scorsi il consiglio comunale ha approvato una modifica del progetto definitivo del sottopasso di via Napoli, che nelle pieghe della convenzione tra le Ferrovie e l’amministrazione comunale sarà oggetto di un intervento di adeguamento. La modifica apportata al progetto riguarda l’ampiezza della carreggiata, che originariamente era prevista nella misura di 4metri e 40, mentre nella progettazione definitiva sarà ridotta di 40 centimetri. L’adeguamento, così come ha spiegato Michele Pasquini, assessore con delega ai lavori pubblici, si rende necessario perché con una carreggiata superiore ai 4 metri si creerebbero dei problemi per la presenza del pilone che sostiene ora il ponte della ferrovia. L’adeguamento del sottopasso di via Napoli sarà il primo ad essere realizzato sul territorio cittadino. (l.z.)
«Il nuovo stabilimento balneare è troppo diverso
dal precedente»
Wwf, dubbi sui lavori al Sayonara
TORTORETO. Una richiesta di chiarimenti inviata al sindaco di Tortoreto e al direttore dell’area turismo della Regione Abruzzo per conoscere nei particolari l’iter di svolgimento dei lavori effettuati allo stabilimento balneare Sayonara. E’ questa l’iniziativa intrapresa dal Wwf di Teramo, che sull’argomento ieri ha diramato una nota con l’obiettivo di capire se i lavori siano legittimi o meno. «Lo stabilimento balneare», scrive il Wwf, «aveva ottenuto dalla direzione turismo, ambiente ed energia della Regione una concessione finalizzata allo scopo di mantenere ed effettuare dei lavori di risanamento igienico-sanitario e restauro conservativo, identiche motivazioni erano alla base della concessione edilizia comunale». L’intervento del Wwf sarebbe stato sollecitato anche da alcuni residenti nelle vicinanze dello stabilimento, tutt’ora in fase di ristrutturazione. «Dalle documentazioni fotografiche fornite dal alcuni cittadini», prosegue la nota, «e dalle informazioni raccolte, è emerso in maniera evidente che i lavori effettuati nello stabilimento balneare hanno comportato il totale abbattimento dello stabile, successivamente ricostruito in maniera difforme da quella che era la condizione iniziale. E’ lecito, dunque, chiedere informazioni circa l’iter amministrativo che è stato seguito, anche in relazione alle ragioni che hanno consentito un’interpretazione così estensiva delle concessioni». Il Sayonara qualche anno fa è stato acquistato dall’imprenditore Alessandro Quartiglia. E’ stato sottoposto a una capillare opera di restyling, per riportarlo ai fasti degli anni ’70 e ’80, quando era uno dei dancing più esclusivi della costa. Lo chalet e la struttura attigua dovrebbero tornare a funzionare l’estate prossima. Sul tema specifico, va detto che in diverse occasioni sono stati effettuati sopralluoghi durante la ristrutturazione. Sul posto si sono recati anche degli emissari del ministero e alcuni suggerimenti per la realizzazione di alcune strutture sono venuti dagli stessi funzionari. Da quanto si apprende, la struttura sembra essere in sintonia con i principi del vecchio piano demaniale. Luca Zarroli
Tortoreto. Una nota di protesta al sindaco Lombi
Il Wwf se la prende col Sayonara
TORTORETO - Non cè pace per lo stabilimento balneare, più noto come dancing Sayonara di Tortoreto Lido. Un locale che ha ospitato nel passato la crema della musica leggera italiana e internazionale, da Mina a Ornella
Vanoni, da Franco Califano a Mal dei Primitives, per finire con Renato Zero e Riccardo
Cocciante, sempre auspice lallora impresario Mimì Di Carlo (attuale vice sindaco di
Giulianova). Non cè pace perché, dopo la morte dei fratelli
Muscella, e di uno dei figli, Giovannino, il solo Renato, dopo tanto impegno profuso non ha potuto far altro che prendere atto dei cambiamenti nel frattempo avvenuti dopo lacquisto del presidente del
Giulianova, Quartiglia. Ed ora, dopo la vendita e ricostruzione, la sezione Wwf di Teramo ha inviato una nota al sindaco di Tortoreto e al direttore dellarea turismo, ambiente ed energia della Regione Abruzzo sui lavori effettuati presso lo stabilimento
Sayonara, rilevato da un noto imprenditore del Teramano. Nella nota del Wwf si ricorda che «lo stabilimento aveva ottenuto dalla direzione turismo e ambiente della Regione Abruzzo una concessione finalizzata allo scopo di mantenere ed effettuare lavori di risanamento igienico sanitario e restauro conservativo»; e che «uguali motivazioni erano alla base della concessione edilizia comunale. In realtà, però, dalla documentazione fotografica fornita da alcuni cittadini della zona e dalle informazioni raccolte, è emerso in maniera alquanto evidente che i lavori effettuati presso lo stabilimento Sayonara hanno comportato il totale abbattimento dello stabile». Ad un lato del quale insistono, e la cosa ha attirato lattenzione di tutti turisti (destate) e residenti, alcune piante di ulivo, messe in mezzo alla sabbia, sullarenile. Il Wwf ha chiesto comunque di avere informazioni dettagliate su tutto.
M.N.
Sayonara, un esposto del Wwf
TORTORETO Accuse di difformità per lo stabilimento. Il Comune: «Tutto in regola»
TERAMO
— I lavori per la ristrutturazione dello stabilimento "Sayonara"
di Tortoreto non convincono il Wwf. Che a questo proposito hanno inviato
una nota al sindaco di Tortoreto, Flaminio Lombi, e al direttore
dell’area turismo, ambiente ed energia della Regione Abruzzo per
chiedere chiarimenti in merito. «Lo stabilimento — si legge nella nota
preparata dal Wwf — aveva ottenuto dalla direzione turismo, ambiente ed
energia della Regione Abruzzo una concessione finalizzata allo scopo di
"mantenere ed effettuare" lavori di risanamento
igienico-sanitario e restauro conservativo" ed analoghe motivazioni
erano alla base della concessione edilizia comunale». Ma, secondo
l’associazione ambientalista, i lavori non avrebbero rispettato quanto
stabilito nella concessione. «In realtà — continua la nota — dalla
documentazione fotografica fornita da alcuni cittadini della zona e dalle
informazioni raccolte, è emerso in maniera alquanto evidente che i lavori
effettuati presso lo stabilimento Sayonara hanno comportato il totale
abbattimento dello stabile, successivamente ricostruito in maniera
difforme da quella che era la condizione iniziale. Di conseguenza
chiediamo informazioni circa l’iter amministrativo seguito, nonché
sulle ragioni che hanno consentito un’interpretazione così
"estensiva" delle concessioni». Dal comune di Tortoreto, al
momento, non ci sono particolari commenti se non la precisazione che tutti
i lavori sono stati effettuati nel rispetto delle autorizzazioni concesse.
«I lavori sono stati svolti così come previsto nelle concessioni — ha
spiegato il dirigente di settore, dott. Branciaroli — e non ci risulta
che ci siano state irregolarità di sorta. Tra l’altro, circa due anni
fa, quando fu abbattuto il vecchio stabilimento, ci furono i sopralluoghi
della Capitaneria di Porto e del Ministero, che in seguito agli
accertamenti non rilevarono situazioni particolari».
A.Mar.
Cumuli di rifiuti lasciati accanto ai cassonetti
TORTORETO. Cumuli di rifiuti vicino ai contenitori per la raccolta differenziata. Sporcizia e degrado che si trascinano avanti da diversi giorni. Alcuni residenti della zona più ad ovest di via Trieste, a Tortoreto Lido, protestano per l’incuria che caratterizza un’isola ecologica. «Non è possibile che in una zona centrale e alla vista di tutti», dicono gli abitanti, «da giorni vi sono rifiuti di ogni genere lasciati fuori dai cassonetti. Così come da diversi giorni non vengono vuotate le campane per raccolta del cartone».
Auto bloccata sulla ferrovia
TERAMO — Tragedia sfiorata al passaggio a livello di Viale Trieste a Tortoreto. A causa di un malfunzionamento del sistema di chiusura, infatti, un automobilista è rimasto bloccato tra le due sbarre, fortunatamente non sui binari, e per consentirgli di uscire sono dovuti intervenire carabinieri e tecnici. Tanta paura, dunque, ma per fortuna niente di grave. Anche se non è la prima volta che i sistemi di chiusura dei passaggi a livello si bloccano per malfunzionamenti e già in passato si è rischiata una disgrazia. Poco tempo prima, inoltre, un autobus in transito sullo stesso passaggio, era stato sfiorato da una delle due barre, che non scendevano in modo sincronizzato. Quello dei passaggi a livello che non funzionano è un problema sollevato più volte da cittadini e amministratori, e che dovrebbe essere risolto con la realizzazione dei sottopassi.
MARGHERITA A CONGRESSO
Nel duello tra Di Luca e Di Lucanardo spunta a sorpresa Tito Rubini
di
FABIO CAPOLLA
TERAMO — Tre candidati alla presidenza provinciale per ridare vigore
alla Margherita. Nessun accordo ma scontro all’ultimo voto. La corrente
Nisii ha scelto Giancarlo Di Lucanardo, avvocato, sindaco di Cortino,
volto giovane, aria da bravo ragazzo. Ginoble ribatte su Peppino Di Luca,
segretario uscente, assessore ad Alba Adriatica, che in questi anni è
cresciuto molto politicamente ma che non è riuscito a coagulare attorno a
se l’intero partito. Il terzo candidato, uscito dal cilindro
all’ultimo momento, è Tito Rubini in rappresentanza della corrente
legata al consigliere regionale Cecè D’Alessandro.
Il favorito d’obbligo non è il segretario uscente ma Di Lucanardo, che
ha attorno il consenso dei Democratici legati all’assessore provinciale
Sabatino Marziani, ex popolari legati a Nisii, Cerulli e all’assessore
Peppino Cipolloni. Una guerra che è cominciata con i diversi congressi
comunali, dove tutti hanno cercato di "conquistare" più
delegati possibile. Per Di Lucanardo non ci dovrebbero essere grossi
problemi, vista anche la decisione della corrente D’Alessandro di
presentare un proprio candidato.
Ma qualche strascico polemico sta già montando. Il circolo di Montorio
contesta il congresso comunale che si è svolto, chiedendo addirittura a
Francesco Rutelli di annullare tutte le "operazioni farsa", di
non ammettere gli eletti al congresso provinciale nella quota iscritti e
di stigmatizzare l’operato di Di Luca che non avrebbe garantito
l’espressione del voto a oltre il 70% degli iscritti. Alcuni iscritti
sarebbero addirittura intenzionati a rivolgersi alla magistratura
ordinaria.
In pratica a Montorio sarebbe successo che il 4 novembre non tutti
sarebbero stati avvisati del congresso comunale. Oltre quaranta iscritti
sarebbero stati avvisati nel tardo pomeriggio, altri venti non avrebbero
ricevuto alcuna comunicazione. La corrente di Ginoble avrebbe in questa
maniera conquistato quattro delegati su sei disponibili.
Polemiche che avranno echi nei prossimi giorni.
Intanto questa mattina, nella sede del partito a Teramo verrà presentato
ufficialmente Giancarlo Di Lucanardo, una candidatura sottoscritta da
quasi trecento iscritti. Di Lucanardo ha già presentato anche un
programma e un esecutivo, composto da cinque persone che verranno
ufficializzate questa mattina.
Il verdetto sabato, a Tortoreto.
Margherita, “ terzo uomo” in corsa per la presidenza
Tito Rubini schierato dagli ex Democratici di Cesare D’Alessandro Di Lucanardo: partito assente sui grandi temi
TERAMO. È una vigilia all’insegna delle polemiche e delle sorprese quella che precede il congresso provinciale della Margherita. L’ultimo atto della costituzione del partito a livello locale promette scintille. A riscaldare il clima, finora un po’ freddo, sono il caso Montorio, dove il congresso comunale è finito tra le contestazioni, e il “terzo uomo” in corsa per la presidenza. L’esito della sfida, che domani all’Acquapark di Tortoreto vedrà di fronte le correnti di Nisii, Ginoble e D’Alessandro, è sempre stato incerto. La presentazione della terza candidatura alla guida provinciale del partito, però, è una variabile in più. L’alleanza tra l’ex segretario provinciale del Ppi Tommaso Ginoble e l’ex leader teramano dei Democratici Cesare D’Alessandro sembrava ormai assodata, sopratutto dopo il congresso comunale di Teramo: ma qualcosa è andato storto. Così, oltre al sindaco di Cortino Giancarlo Di Lucanardo, schierato dalla compagine che fa capo al presidente della Tercas Lino Nisii, a contendere la presidenza al coordinatore uscente Giuseppe Di Luca, vicino a Ginoble, ci sarà anche Tito Rubini, ex Democratico messo in campo da D’Alessandro. Quest’ultimo probabilmente punta a fare da ago della bilancia tra i due schieramenti più forti, anche se il gruppo che candida Di Lucanardo è convinto di farcela senza ulteriori appoggi. Il sindaco di Cortino ieri ha presentato il programma di lavoro che applicherebbe da presidente della Margherita. «Il partito nell’ultimo periodo è stato assente su tutti gli argomenti principali», ha spiegato Di Lucanardo, «non può intervenire solo quando ci sono da fare delle nomine». Il candidato del gruppo nisiano, dunque, propone una serie di argomenti da sottoporre anche agli alleati di centrosinistra. «Vogliamo coinvolgere anche Rifondazione Comunista», spiega Di Lucanardo, «è giusto che a Teramo si ripeta quello che è successo per le elezioni a Pescara». Nel programma del sindaco di Cortino, dunque, ci sono riferimenti alla sanità, definita la principale emergenza su cui mobilitare il partito, al piano territoriale provinciale, che fissa lo sviluppo del territorio, e all’istruzione. «Abbiamo 4mila iscritti e 120 amministratori eletti», ha concluso Di Lucanardo, «il nostro progetto politico riscuote successo e avrà un peso decisivo anche nelle prossime elezioni». Giacomo Di Pietro, dirigente provinciale della Margherita, ha sottolineato come la candidatura del sindaco di Cortino sia sostenuta dai circoli di ben 26 comuni.
VERSO IL CONGRESSO
Giancarlo Di Lucanardo: «Per la Margherita profondo rinnovamento»
di
FABIO CAPOLLA
TERAMO — Dopo la presentazione di Giancarlo Di Lucanardo tutte le
attenzioni sono riposte a domani mattina, quando all’Acquapark di
Tortoreto ci sarà il congresso della Margherita.
Ieri mattina Di Lucanardo è stato presentato ufficialmente. Accanto a lui
la neo presidente comunale Manola Di Pasquale, Giacomino Di Pietro e Mimì
Di Giandomenico. Un battesimo ritenuto importante dalla componente della
Margherita che in pectore si sente già vincitrice del congresso. Da dieci
a trenta voti di scarto, dicono i pronostici, a favore di Di Lucanardo
sull’avversario diretto, Peppino Di Luca, segretario uscente e
sponsorizzato dall’area legata al consigliere regionale Tommaso Ginoble.
Nelle parole di presentazione il giovane avvocato, che è anche sindaco a
Cortino, toni pacati, programmi tesi all’innovazione, alla voglia di
dare un nuovo respiro al partito. L’obiettivo iniziale di arrivare al
congresso con una candidatura unitaria si è persa strada facendo.
«Si è concluso percorso politico durato due anni — ha detto Di
Lucanardo — adesso nasce un nuovo progetto politico. Grande successo,
oltre quattromila iscritti, centoventi amministratori, altrettanti
circoli. Una forza politica di grossa rilevanza all’interno del
centrosinistra. Esiste una divisione interna, rispecchiata dalle tre
candidature, ma gli obiettivi sono comuni, non è stato condiviso solo il
modo di gestire il partito sino ad oggi, sui problemi principali della
politica teramana non si è preso parte». Di Lucanardo probabilmente
pensa al Ruzzo dove i partiti (tutti) si sono visti solo al momento delle
nomine. «Mi faccio portatore — ha aggiunto — di un profondo
rinnovamento. Ho presentato un programma di lavoro con un esecutivo
composto da Fabrizio Scuteri consigliere provinciale di Campli; Luigi
Trigliozzi, da Cellino; il teramano Peppino Cipolloni; il sindaco di
Sant’Egidio Filippo Benucci, Luciano Monticelli di Pineto e l’
avvocato Mattucci di Atri».
Obiettivo ambizioso è quello di conquistare il 20% sia nel capoluogo che
in provincia alle prossime elezioni. «Lavoreremo per unire la nostra
forza politica a tutte le forze del centrosinistra, compresa Rifondazione,
l’Italia dei valori e l’Udeur. Luciano D’Alfonso a Pescara ha
insegnato che si vince cercando condividere il più possibile programma e
obiettivi».
Una candidatura nuova, emersa senza sponsor particolari. «45 voti
arriveranno dalla componente dei Democratici», ha detto Di Giandomenico,
fiero di questa candidatura.
Di Luca: il partito finora è stato assente per
colpa di tutti
Margherita alla resa dei conti
Tortoreto, le sbarre non si abbassano insieme:
sfiorato l’incidente
Auto bloccata nel passaggio a livello
Una delle due barriere è rimasta alzata mentre dalla parte opposta era già chiusa Un autobus ha attraversato
TORTORETO. Le sbarre non si chiudono in maniera sincronizzata e una vettura rimane bloccata sul passaggio a livello. Parlare di tragedia sfiorata è eccessivo, anche perché il dispositivo a distanza che regola la velocità dei treni è stato attivato, ma l’episodio accaduto martedì sera in via Trieste, a Tortoreto Lido, ripropone un problema annoso: quello della sicurezza ai passaggi a livello. Le sbarre che chiudono il passaggio a livello sui due lati delle rotaie non si sono abbassate contemporaneamente, visto che il sincronismo non ha funzionato. Se da una parte le sbarre erano alzate, e dunque i mezzi potevano attraversare la linea, dall’altra il sistema di chiusura era già scattato. Un autobus, secondo quando riferito dai carabinieri, sarebbe riuscito ad attraversare i binari in extremis, una macchina invece è rimasta bloccata, visto che nel frattempo anche le altre due sbarre si erano abbassate. La vettura rimasta bloccata, comunque, non era sulle rotaie e dunque non c’è stato il rischio di collisione con i convogli che, in quel momento, erano in transito. Visto che dalla chiusura delle sbarre al passaggio dei treni, da qualche tempo a questa parte, trascorrono diversi minuti, sono stati subito allertate, tramite l’intervento dei carabinieri, le autorità deputate al controllo e l’anomalia non ha prodotto nessuna conseguenza di sorta. Il problema, però, rimane anche perché nell’ultimo anno si sono verificati diversi episodi legati al cattivo funzionamento della chiusura a distanza delle sbarre nei due passaggi a livello di Tortoreto Lido. Come è ormai noto, infatti, da tempo i comandi che regolano l’apertura e la chiusura dei passaggi a livello vengono attivati da stazioni molto lontane, a causa varo del sistema dell’alta velocità. Questa modifica, però, oltre a determinare attese lunghe ai passaggi a livello, presenta anche delle anomalie, che invece in precedenza a Tortoreto non si erano quasi mai verificate. Per ovviare a tutta una seria di problematiche l’unica via d’uscita resta quella della realizzazione dei sottopassi. A quanto pare, un programma d’interventi sarà avviato nei prossimi mesi. Luca Zarroli
Margherita Di Luca: «Uniti al congresso»
TERAMO
— E venne il giorno del congresso provinciale della Margherita. Oggi a
Tortoreto si vota il nuovo coordinatore provinciale. Assieme a Di
Lucanardo e Rubini si ripropone il segretario provinciale uscente, Peppino
Di Luca, che sottolinea subito l’unità del partito. «Mentre a
Giulianova eravamo arrivati all’assemblea congressuale con una
spaccatura sottolineata da un documento — ha detto — questa volta
arriviamo a un congresso unitario. Ci sono tre linee di partito che si
confrontano e la votazione sceglierà il nuovo coordinatore». Di Luca non
si sente sconfitto in partenza. «Di Lucanardo canta vittoria in anticipo,
io sono sereno e ottimista. Nel mio programma metterò, anche sulla base
dell’esperienza, che la parte che risulterà minoritaria abbia la
possibilità di nominare un presidente del partito, per avere
all’interno dell’assemblea una figura che è elemento di unione. Punti
salienti sono l’organizzazione del partito, con la creazione di
responsabili di area in vista del prossimo anno, quando si dovranno
trovare candidati per le elezioni».
Il bilancio del periodo appena trascorso è positivo. «Se guardo ai
risultati elettorali ottenuti sono contento, abbiamo vinto a Martinsicuro
e Civitella, elemento negativo è stato Notaresco, mi auguro non accada più.
L’unità registrata a livello congressuale mi lascia immaginare che
abbiamo intrapreso la strada giusta, con il rispetto reciproco delle varie
componenti».
F.Cap.
MARGHERITA A CONGRESSO
Di Lucanardo, candidato di Nisii, battuto per 5 voti. Vince Di Luca, l’uomo di Ginoble
TORTORETO. È stata una battaglia fino all’ultimo voto, senza esclusione di colpi e che ha lasciato un punto interrogativo sull’esito. Il congresso provinciale della Margherita, nonostante gli appelli della vigilia alla calma, ha riproposto le tensioni che hanno caratterizzato la fase costituente del partito. Alla fine ha vinto, di un’incollatura, la corrente del consigliere regionale Tommaso Ginoble. La ritrovata alleanza con gli ex Democratici dell’altro consigliere regionale Cesare D’Alessandro, messa per un attimo in discussione dalla candidatura alla segreteria del “terzo uomo” Tito Rubini, è stata determinante per i ginobliani. Rubini si è ritirato dalla corsa subito dopo il via e così ha spianato la strada al segretario uscente Giuseppe Di Luca. La conferma alla guida del partito a Teramo per lui, comunque, è arrivata al fotofinish: 145 voti contro i 140 di Ginacarlo Di Lucanardo, sindaco di Cortino e candidato della corrente che fa capo al presidente della Tercas Lino Nisii. Le schede nulle sono state due, mentre sette delegati presenti in veste di eletti nei rispettivi consigli comunali, tra cui i teramani Siriano Cordoni (che è anche assessore), Donato D’Evamgelista, Franco De Remigis e Luca Lattanzi, non hanno potuto votare. Esclusione dettata, a quanto pare, da un problema con il pagamento della quota d’iscrizione al partito, ma quì si annida il dubbio. Alcuni dirigenti del partito sono convinti che i versamenti siano a posto e che almeno l’estromissione dei teramani sia stata ingiusta. Se avessero votato gli esclusi, il risultato per l’elezione del segretario non sarebbe cambiato, forse sarebbe stato ancora più ridotto lo scarto. L’errore, però, a parte l’entità, potrebbe invalidare la votazione, qualora fosse confermato dagli organi nazionali del partito, e dunque sarebbe tutto da rifare o quasi. Proprio sul numero dei delegati ammessi al voto in mattinata si è aperto uno scontro tra le due correnti. Ginoble e D’Alessandro hanno messo sul tavolo un elenco diverso da quello già predisposto, chiedendo l’aggiornamento della forza elettorale. La questione è stata chiarita dalla commissione incaricata di vigilare sulla regolarità dei lavori, con la conferma della lista di partenza. La votazione, però, è slittata e si è conclusa nel tardo pomeriggio. «Il risultato è stato in equilibrio fino all’ultimo», è il commento a caldo di Di Luca, «significa che entrambe le anime del partito potevano vincere. È la dimostrazione che la Margherita è forte se resta unita. Di Lucanardo non è stato sconfitto, il mio primo punto di riferimento sarà proprio lui». Oltre al segretario sono stati eletti 40 membri del’ufficio di presidenza: 21 erano nella lista di Di Lucanardo, 19 in quella di Di Luca.
«È stato un pareggio, gestione unitaria»
TORTORETO. Doveva esserci, ma il suo intervento al congresso pescarese della Margherita gli ha fatto fare tardi. Il parlamentare Franco Marini, leader abruzzese dei centristi dell’Ulivo, è stato il grande assente dell’appuntamento congressuale all’Acquapark di Tortoreto. «Sarei arrivato a dibattito chiuso», dice l’ex ministro, che comunque non si sottrae al compito di valutare l’esito del congresso teramano. «La linea seguita in tutta la regione era quella di uno sforzo unitario», spiega, «a Teramo però c’è stata una contrapposizione, avrei preferito l’unità, ma non è un dramma». L’esito della votazione ha confermato l’esistenza di due anime. «C’è stata una sostanziale parità», dice Marini, «dopo la conta, che comunque è un fatto democratico, deve prevalere il senso di responsabilità e la comunanza di ideali». Il parlamentare guarda ai prossimi appuntamenti elettorali nei Comuni e in Provincia. «Il partito deve stare unito», continua, «e a governarlo devono essere i due candidati più votati. Si può creare la figura del presidente da affiancare a quella del segretario. È il risultato del congresso che porta a indicare una gestione comune». Lancia un appello all’unità anche Berardo Mazzocca, segretario regionale della Margherita, presente al congresso di Tortoreto. «Le distinzioni hanno riguardato questioni di metodo non di contenuti», fa rilevare, «bisogna ricominciare a lavorare da subito per formare coalizioni sempre più ampie e forti in vista delle elezioni, in cui la Margherita impegnerà gli uomini e le donne migliori». (g.d.m.)
TORTORETO
Pulita l’area vicino alla stazione Un’opera di capillare pulizia. Nei giorni scorsi i dipendenti comunali hanno provveduto a ripulire l’area attigua alla stazione ferroviaria di Tortoreto Lido.
TORTORETO
Nuova farmacia Appello dal Paese L’associazione “Amici di Tortoreto” chiede al sindaco Lombi di organizzare un’assemblea con i residenti del Paese per spiegare a che punto sono le pratiche per l’apertura di una farmacia comunale, dopo il trasferimento di quella che c’era al Lido. L’assenza di un punto vendita di farmaci crea problemi soprattutto agli anziani.
Vince Di Luca, candidato di Ginoble, ma per soli 5
voti
Margherita divisa a metà
Franco Marini invoca una gestione unitaria «E’ finita in parità»
TORTORETO. È stata una battaglia fino all’ultimo voto, senza esclusione di colpi e che ha lasciato un punto interrogativo sull’esito. Il congresso provinciale della Margherita, nonostante gli appelli della vigilia alla calma, ha riproposto le tensioni che hanno caratterizzato la fase costituente del partito. Alla fine ha vinto, di un’incollatura, la corrente del consigliere regionale Tommaso Ginoble su quella di Lino Nisii. Il parlamentare Franco Marini, leader abruzzese dei centristi dell’Ulivo, dice che «c’è stata una sostanziale parità» e chiede una gestione unitaria del partito. (In Teramo)
Ginoble la spunta su Nisii e Sperandio. Di Lucanardo, uomo del presidente della Tercas e del sindaco di Teramo, perde per cinque voti.
MARGHERITA Di Luca, candidato del consigliere regionale, vince a sorpresa il congresso provinciale di Tortoreto
di
FABIO CAPOLLA
TERAMO — Di Luca, a sorpresa, vince il congresso provinciale della
Margherita. Cinque punti sul suo avversario Giancarlo Di Lucanardo. Una
sconfitta che peserà molto sul futuro del partito, dopo i trionfi
annunciati e celebrati in occasione del congresso comunale a Teramo. Una
sconfitta che non boccia il sindaco di Cortino ma che sicuramente respinge
al mittente la linea politica voluta dall’avvocato lino Nisii e dal
sindaco di Teramo Angelo Sperandio che ora dovrà abbandonare velleità
politiche a cominciare dalla sua candidatura alla Provincia.
La vittoria si consuma nello spazio di un accordo, quello tra il
consigliere regionale Cecè D’Alessandro e il suo collega
all’Emiciclo, Tommaso Ginoble. Tito Rubini ritira la sua candidatura e i
voti si trasformano in quelli determinanti per decretare il 145 a 140
finale. Nel corso dello spoglio Di Luca è sempre stato avanti, anche di
cinquanta voti, poi Di Lucanardo ha recuperato ma non abbastanza per
passare avanti. La vittoria di Di Luca è fatta anche di piccole vittorie:
quella di Siriano Cordoni su Manola Di Pasquale; di Recinelli su
Sperandio, Di Alberto Di Croce su Sabatino Marziani, di Ervino Di Croce su
Mimì Di Giandomenico, di Michele Pistillo su Milton Di Sabatino. Se ne
potrebbero trovare tante altre. Tanti sindaci (Alba Adriatica esclusa)
hanno visto bocciata la volontà di rompere i rapporti con Di Luca,
segretario della prima ora che tutti davano già politicamente morto.
L’accordo con Ginoble è scaturito da un’idea di Alberto Di Croce,
appoggiata subito da d’Alessandro. Scelta che alla fine è risultata
vincente.
«Il partito si è diviso in due — ha dichiarato a caldo Di Luca — il
che significa che le due linee erano sostanzialmente sulla stessa
posizione. Possiamo lavorare per una unità piena e sono convinto che
adesso ci sarà più serenità all’interno della Margherita. La mia
vittoria è anche di una parte della Margherita teramana. Credo di poter
rappresentare la Margherita compresa Teramo e lavorerò innanzitutto per
Teramo». Si guarda alle elezioni. «Abbiamo avuto un esempio splendido da
Pescara, speriamo di ripeterlo anche a Teramo. Con una buona candidatura
riconquisteremo anche la Provincia». Amarezza per Di Lucanardo. «Una
differenza di pochi voti — ha commentato — si sapeva che era una sfida
difficile. Continuerò a lavorare all’interno del partito, saremo una
minoranza che lavorerà per il successo della Margherita».
Prima del voto qualche piccolo screzio. Non è stato infatti ammesso il
figlio dell’assessore provinciale Sabatino Marziani perché non ha
pagato al partito una quota integrativa di 15 euro dopo la sua elezioni.
In extremis hanno votato tre delegati di Crognaleto che la corrente
Ginoble avrebbe voluto far escludere per la mancata dichiarazione in
consiglio comunale della loro appartenenza alla Margherita, poi invece
comprovata da una delibera.
Equilibrato anche il risultato del direttivo: Di Luca avrà 23 consiglieri
contro 21 di Di Lucanardo.
MARGHERITA. Dopo il congresso inviti a unità e distensione ma gli screzi continuano
di FABIO CAPOLLA
TERAMO — Dopo il congresso provinciale della
Margherita è tempo di bilanci. Il risultato che ha ribaltato le previsioni
della vigilia adesso apre una nuova fase della vita politica nel centrosinistra.
La riconferma di Di Luca impone necessariamente un cambiamento nei rapporti tra
le forze interne. Elemento, questo, che è stato sottolineato anche da Manola Di
Pasquale, presidente comunale del partito. «Va evidenziato — ha affermato in
una nota — come all’interno del nuovo partito è risultata in maniera
predominante da parte di tutti indistintamente, la necessità che esso sia
strutturato in modo da costituire un riferimento per il dibattito politico sulle
problematiche del territorio, aperto ai bisogni di tutti coloro che credono nei
principi della Margherita. Tutto ciò deve essere di stimolo alle
amministrazioni per l’individuazione di progetti e programmi con continuo e
costante rapporto con i rappresentanti per il necessario ausilio tecnico in
specifiche materie e indirizzi politici». Non è, ma sembra di leggere un
leggero rimprovero al comportamento del sindaco Sperandio in questi ultimi anni
di amministrazione, esattamente il contrario di quello che auspica Di Pasquale.
La presidente comunale incita allo sforzo «che si rinvigorisca in tutti lo
spirito del servizio nel partito e per il partito, che si abbandoni
definitivamente l’idea che all’interno di esso si giochi soltanto una
sterile "partita a scacchi"». Un futuro meno grigio di quello che
potrebbe sembrare. «Ora non ci resta che lavorare tutti insieme per fare in
modo che la Margherita torni ad essere un grande partito di centro, punto di
riferimento della coalizione; le forze e gli uomini ci sono non disperdiamoli
per vecchi e inutili rancori». Di Pasquale chiude con gli auguri al nuovo
segretario. «Gli auguri più cari a Di Luca, dichiarando sin da ora che troverà
nella mia persona massima collaborazione e apertura per la realizzazione del
programma politico della Margherita». Parole che dovranno essere digerite da
molti della corrente Nisii che fanno fatica a ridimensionarsi. Screzi sono già
avvenuti al palasport, nell’intervallo dell’incontro di basket. Persone che
si credono strateghi della politica solo perché hanno consenso, più o meno
dovuto agli incarichi che ricoprono, e che pensano di essere meglio degli altri.
Più tranquillo, decisamente Di Luca che dopo aver ringraziato Di Pasquale
afferma che «da questo momento il partito guarda al futuro. Lavoro per l’unità;
ci deve essere rappresentanza per tutte le anime della Margherita. se non saremo
compatti in primavera non perderà Di Luca ma l’intero partito. Non credo che
la conta di Tortoreto possa determinare la caduta di qualcuno. L’avvocato
Nisii ha acquisito la sua autorevolezza e il prestigio con la sua professione.
Spero che ci dia una mano in futuro. Ringrazio la componente ex Democratici
perché mi consente, dopo molti equivoci, di riprendere un discorso che si era
interrotto».
Tortoreto
Ferrante: «Elezioni, più spazio ai cittadini»
TORTORETO - A Tortoreto nella prossima primavera ci saranno le elezioni comunali e già sono iniziate le riunioni nelle segreterie dei partiti e fra i cittadini interessati per delle riflessioni sulle varie problematiche di Tortoreto e anche sulle possibili candidature. «Ma perché delegare tutto alle segreterie dei partiti mentre tanti cittadini che non si riconoscono nei raggruppamenti nazionali vengono esclusi o non hanno voci in capitolo?». Lo dice, e lo scrive, lambientalista Michele Ferrante, uno che ha sempre messo gli interessi della collettività al primo posto, senza curarsi di poltrone da occupare o di riconoscimenti pubblici. Ferrante, che milita, animandole, in due associazioni Amici di Tortoreto e Tortoreto 95, esce allo scoperto e invita le persone perbene a coagularsi, a compattarsi, per contare anche in ambito istituzionale, amministrativo.
«Mi riferisco - sottolinea lambientalista di Tortoreto - agli appartenenti al centro-sinistra, magari senza tessera di partito, che si riconoscono nel pensiero politico di Ignazio
Silone, che hanno a cuore i temi ambientali, il diritto alla salute, il senso dellumanità e della solidarietà, eccetera».
Non è la prima volta che una voce fuori dal coro si alza per riportare la politica, locale o nazionale che sia, ad una dimensione più vicina alle persone ma chissà se in questa occasione si potrà ottenere qualcosa?
M.N.
Il Polo lascia il consiglio
TORTORETO. Un consiglio comunale senza il centrodestra. Dopo qualche tempo, in cui le minoranze avevano partecipato alle riunioni dell’assise civica, giovedì si è ripetuta una scena già vista. Sei consiglieri di minoranza hanno abbandonato la seduta prima della discussione. Motivo? Avevano chiesto al sindaco e alla maggioranza di posticipare di 24 ore la discussione, in forma di lutto per l’attentato in Iraq. Il tema era stato introdotto dal sindaco Lombi e sull’aspetto sono intervenuti anche i vari capigruppo di minoranza, che hanno chiesto di far slittare il consiglio. I consiglieri Lupi e Pelliciconi invece si sono rimessi alla decisione del consiglio. Quando il sindaco, dopo una breve consultazione, ha deciso di andare avanti con i lavori, 6 consiglieri del centrodestra si sono allontanati. Il sindaco non ha gradito questa presa di posizione, ha commentato che la solidarietà può essere fatta in altri modi. In ogni caso la memoria dei militari morti nell’attentato sarà onorato in una cerimonia domenica. (l.z.)
Via alla nuova zona artigianale
TORTORETO Approvate le procedure per gli espropri e il bando per quattordici lotti
TERAMO
— Arriva una nuova zona artigianale lungo la Bonifica del Salinello. Il
consiglio comunale di Tortoreto ha infatti approvato le procedure
espropriative e il relativo bando per l’assegnazione di 14 lotti del
primo comparto della zona artigianale, commerciale e direzionale situata
lungo il Salinello. L’estensione dei lotti va da un minimo di 900 mq ad
un massimo di 2000 mq e il prezzo varia da un minimo di 35 euro a ad un
massimo di 45 euro a mq. Il prezzo di assegnazione comprende sia il costo
dell’area che gli oneri di urbanizzazione primaria, secondaria e
generale. L’intero comparto misura 25.000 mq, 15.000 destinati a futuri
insediamenti industriali e 10.000 destinati alla realizzazione di
infrastrutture e cioè strade, verde, servizi e parcheggi. Per poter
accedere all’assegnazione dei lotti bisognerà comunque rispettare dei
criteri molto rigidi ed in particolare saranno privilegiate le ditte con
qualifica artigianale e con particolari requisiti. Requisiti che saranno
comunque valutati da un’apposita Commissione composta dal sindaco, da
tre consiglieri comunali e dal responsabile del servizio di urbanistica e
di edilizia. Alla votazione non ha preso parte la minoranza che aveva
abbandonato l’aula in precedenza dopo aver chiesto e non ottenuto il
rinvio della seduta in segno di lutto e solidarietà per il tragico
attentato di Nassiriya dove sono morti carabinieri e soldati italiani. La
maggioranza, ha giudicato l’abbandono dell’aula come un atto
strumentale, sottolineando che le istituzioni non possono fermarsi e che i
caduti in Iraq saranno ricordati in forma solenne domani, nella
celebrazione posticipata del 4 novembre. Lupi e Pelliccioni, che negli
ultimi mesi si erano messi all’opposizione, sono rimasti in aula e hanno
votato tutti i provvedimenti, ricomponendo di fatto il vecchio quadro
politico.
A.Mar.
«Problema pidocchi insoluto da anni»
TORTORETO. Da quattro anni devono fare i conti con i pidocchi. Ora i genitori degli studenti delle scuole elementare e media di Tortoreto Alto, sono pronti a scendere sul piede di guerra e per farsi sentire sono pronti anche a ritirare, nei prossimi giorni, i propri figli, bloccando la normale attività didattica. Il problema pediculosi accomuna un po’ tutte le scuole e gli ambienti affollati, ma a Tortoreto sembra proprio non ci sia verso per debellare il fenomeno. «In questi 4 anni la scuola ha mandato costantemente avvisi alle famiglie senza ricevere aiuto da nessun ente», contestano i genitori degli alunni, «quelli di noi più sensibili hanno fatto prevenzione senza ottenere apprezzabili risultati in quanto a scuola, purtroppo, il disagio dei pidocchi continua ad esistere. Quest’anno le insegnanti hanno denunciato, non più solo verbalmente, il problema al preside che ha immediatamente preso contatti con il servizio di igiene e prevenzione della Asl, richiedendo un intervento. E’ stato a questo punto che noi genitori ci siamo uniti alla protesta minacciando il ritiro dei nostri figli da scuola». Il comitato dei genitori, a distanza di tempo, dalla Asl non ha ricevuto alcuna garanzia. «Dopo ripetute telefonate e minacce, il servizio sanitario preposto ha inviato un medico per “monitorare” e dopo ripetuti solleciti della dirigenza scolastica a oggi non ci sono state date risposte. Oltre il semplice monitoraggio l’Asl dice di non poter andare e anche il sindaco di Tortoreto, Flaminio Lombi, nonostante il suo interessamento, non ha ottenuto risultati». (a.d.p.)
TERAMO — La delegazione della capitaneria di porto di Tortoreto non se ne andrà.
Ad
annunciarlo ufficialmente, dopo le polemiche delle ultime settimane, è
l’Ammiraglio Sicurezza, Comandante nazionale della Capitaneria di Porto.
Una decisione, quella di far restare la delegazione a Tortoreto, assunta
dalla Capitaneria anche e soprattutto in relazione agli interventi della
stessa amministrazione comunale e delle forze di opposizione, An in testa,
che si sono battute fin dall’inizio perché la delegazione restasse al
suo posto. A questo proposito, è stata già individuata la nuova sede
della delegazione, che si insedierà in uno dei locali del complesso
dell’ex scuola agraria, che verrà appositamente ristrutturato.
Ristrutturazione per la quale è stato già approvato il relativo
progetto.
A.Mar.
TORTORETO
Referendum per il campus
TORTORETO - «Salviamo piazza Matteotti, il cuore del lido e difendiamo i veri interessi degli alunni di Tortoreto dalle strumentalizzazioni politiche». Il comitato Tortoreto civile propone un referendum sulla realizzazione del campus scolastico: i cittadini e il comitato Tortoreto 95, ribadiscono il loro appoggio per la raccolta di firme. «Il progetto in questione scrive il comitato Tortoreto 95 è solo idea di un privato. E possibile credere e sostenere che un privato possa sostituire lamministrazione comunale nel risolvere problemi importanti per la collettività? Allepoca della prima delibera, il progetto non doveva costare nulla e il valore dellopera stimato in 12 miliardi di lire, doveva essere completamente coperto dallintervento privato. Oggi, invece, pare che il comune debba sborsare parecchi miliardi. Come mai questo cambiamento? Oggi che laccordo è ancora solo provvisorio e che recedere è ancora possibile, chiediamo allamministrazione un atto di coraggio».
F.C.
Tortoreto, il comitato: «Salviamo la piazza»
TORTORETO - Salviamo piazza Matteotti, il cuore del Lido e difendiamo i veri interessi degli alunni di Tortoreto dalle strumentalizzazioni politiche». E ancora: «Può un privato (la ditta Di Gennaro costruzioni) sostituirsi allamministrazione comunale? Che, dal sul canto, sulla riqualificazione urbana e sulla realizzazione di un campus scolastico a Salino, fa propaganda più che dare corrette risposte alle domande dei cittadini?». E una parte di un volantino che sta facendo il giro del paese, dove vengono smentite le tesi sostenute dallamministrazione per giustificare le scelte fatte e da fare. Il comitato Tortoreto 95, autore del documento, spiega come i costi previsti inizialmente per loperazione della riqualificazione urbana e del campus «siano stati sbagliati, a vantaggio della ditta privata, e a scapito dei contribuenti». Per di più, si è scoperto che il progetto prevede «parcheggi da condividere con un campeggio e labbattimento del campo di calcetto e della pista di atletica».
Tortoreto, approvata la convenzione Tra breve si
procederà alle assegnazioni
Zona artigianale, via agli espropri
TORTORETO. Approvazione dello schema di convenzione e avvio dell’esproprio. Nei giorni scorsi il consiglio di Tortoreto ha licenziato con i soli voti del centrosinistra (le minoranze hanno abbandonato prima l’assise per altri motivi) lo schema di convezione per il primo lotto delle nuova zona artigianale, che sorgerà a ridosso della provinciale del Salinello. Un’approvazione che segue la delibera in cui, tempo fa, erano state indicate le nuove aree produttive di Tortoreto. In primo luogo lo sviluppo della zona artigianale, che è divisa in ambiti, sarà attivato per il momento solo nella parte più ad ovest della zona. Nello spazio in questione sono compresi 13 lotti che variano da un minimo di 900 metri quadrati ad un massimo di 2000. Ovviamente alcuni lotti saranno finalizzati all’insediamento di specifiche attività produttive, proprio per la loro posizione all’interno dell’ambito. Una parte dell’area interessata da questo primo intervento - strategia che servirà anche per verificare quale sarà la risposta degli artigiani tortoretani - circa 10mila metri quadrati, sarà destinata alla realizzazione della viabilità accessoria, alle infrastrutture, al verde e ai parcheggi. Ogni intervento da parte degli artigiani potrà prevedere, ovviamente, l’accorpamento massimo di tre lotti. Nello schema di convezione, cioè nella puntualizzazione di tutta una serie di caratteristiche tecniche, approvato dall’amministrazione comunale sono anche indicati i prezzi di vendita dei lotti, che vanno da un minimo di 35 euro per metro quadrato a un massimo di 45 euro, per quattro lotti che nell’area hanno una posizione che può essere definitiva più vantaggiosa. Le regole della zona artigianale disciplinano poi anche le modalità di assegnazione dei vari lotti in relazione alle domande che arriveranno in Comune. La priorità sarà riservata a quelle ditte che hanno una qualifica di attività artigianale, e in subordine godranno di un principio di privilegio quelle che sono presenti sul territorio comunale con la sede produttiva, quelle che prevedono incrementi del livello occupazione e quelle che si trovano attualmente in locali in affitto. Le assegnazioni saranno decise da una specifica commissione composta dal sindaco, da tre consiglieri comunali (uno indicato dalla minoranza) e dal responsabile del settore urbanistico ed edilizio. La nomina della commissione sarà fatta, con ogni probabilità, in occasione del prossimo consiglio comunale. Luca Zarroli
Ds, stasera il bilancio di fine legislatura
TORTORETO. “Otto anni di centrosinistra. Resoconto amministrativo e programma di fine legislatura”. E’ il tema di un’assemblea pubblica organizzata dalla sezione di Tortoreto dei Ds. L’assemblea è in programma oggi alle ore 20, nei locali del ristorante l’Oasi, sul lungomare. Il tema scelto dal segretario dei Ds di Tortoreto, Andrea Scardecchia, contiene tutti gli argomenti con i quali gli amministratori di Tortoreto si confronteranno questa sera. All’iniziativa, infatti, sono stati invitati il sindaco Flaminio Lombi, gli assessori e di consiglieri comunali della lista “Per Tortoreto”, che guida il Comune tortoretano dal 1995. Nell’incontro con i cittadini, oltre a fare il punto su quelli che sono stati i traguardi ottenuti da un punto di vista amministrativo, gli amministratori illustreranno alcuni dei progetti che saranno messi in cantiere da qui alla primavera, momento in cui si tornerà alle urne. Da un punto di vista prettamente pratico, l’iniziativa di questa sera costituisce il primo momento di riflessione prima dell’inizio delle trattative per la preparazione della campagna elettorale. E’ probabile, infatti, che dopo le festività di fine anno sul fronte politico tortoretano inizieranno le grandi manovre per far luce su quelli che saranno i futuri assetti in ambito politico. Per ora, sia a destra che a sinistra, tutto sembra tacere, ma tra non molto le danze saranno aperte. (l.z.)
Tarsu, sconto per i balneatori. Niente multe e nemmeno interessi da pagare in maniera dilazionata
TORTORETO Trovato un accordo durante un incontro in municipio
TERAMO — Niente multe nè interessi da pagare per i titolari degli stabilimenti di Tortoreto. La decisione è stata assunta ieri nel corso di una riunione tra gli amministratori e i rappresentanti dei balneatori. Riunione convocata proprio per discutere del pagamento degli arretrati dovuti al nuovo conteggio della Tarsu. Mentre prima, infatti, i balneatori pagavano la tassa sui rifiuti solidi urbani solo in relazione alla superficie coperta dello stabilimento, adesso devono pagare anche per la parte di arenile che hanno in concessione. Una normativa nazionale che è entrata in vigore da ben tre anni, ma la cui applicazione al Comune di Tortoreto era stata posticipata a causa di tutta una serie di problematiche da approfondire. Con l’applicazione della normativa anche a Tortoreto, dunque, i balneatori del comune vibratiano si sarebbero trovati a dover pagare tutti d’un colpo decine e decine di migliaia di euro, frutto anche del probabile aumento dei canoni demaniali, deciso in sede di Finanziaria 2004. Da qui, la necessità di un incontro per trovare un accordo con l’amministrazione comunale. Un accordo che è arrivato subito e che prevede il pagamento dei soli arretrati, senza interessi, da dilazionare in due anni. E così, i balneatori di Tortoreto potranno usufruire di una sorta di "sconto". Comunque, nella riunione di ieri non si è discusso solo del pagamento della Tarsu. Nell’incontro, infatti, è stata messa sul tavolo la volontà, da parte dell’assessorato al turismo, di procedere alla numerazione di tutti gli stabilimenti balneari presenti sul territorio comunale. In pratica, si tratta di un progetto che dovrebbe essere affidato ad una società privata e che prevede la realizzazione di tutta una serie di bacheche da apporsi all’ingresso di ogni chalet. Bacheche che dovrebbero indicare il numero dello stabilimento e la cui realizzazione è completamente a carico dell’impresa privata. Nessun onere economico, dunque, per il Comune e per i titolari gli chalet di Tortoreto. In cambio, la società avrebbe la possibilità di gestire spazi pubblicitari sulle bacheche.
TORTORETO
Raccolta dei rifiuti, si può fare meglio
TORTORETO - La Lega Ambiente di Tortoreto, per mezzo dellattivista Michele Ferrante, entra nel merito, criticamente, della raccolta dei rifiuti a Tortoreto. Lo fa con un documento in cui, dato atto allamministrazione comunale dei risultati ottenuti nel campo dei rifiuti raccolti, pure per quelli differenziati, sostiene però che «si poteva fare di più». Anche se nel 2002 la raccolta differenziata ha raggiunto la percentuale del 25,84 per cento rispetto al 6,40 per cento del 2001. Qualcosa quindi si sta
muovendo, anche se i bidoni marroni per i rifiuti organici sono insufficienti (in Via De
Gasperi, ad esempio), e se i cittadini non sono stati adeguatamente informati. Stesso discorso per le campane per la raccolta di vetro, bottiglie ecc., svuotate, sempre secondo Ferrante, a volte con ritardo. Lambientalista-WWF di Tortoreto chiede «più vigilanza per verificare se nei cassonetti vengano messi solo rifiuti non riciclabili».
M.N.
Stabilimenti balneari, si farà a rate il pagamento della Tarsu arretrata
TASSA SULLA SPIAGGIA A TORTORETO
TORTORETO. Un’annualità pregressa sarà pagata nel 2004, le restanti due nel 2005. E’ questa la strategia del Comune di Tortoreto per chiudere la partita con gli stabilimenti balneari che devono pagare la Tarsu anche per l’arenile in concessione. Di recente è stata fatta chiarezza sulla legge secondo cui la tassa sui rifiuti va calcolata non solo sulla superficie coperta degli chalet. Se per quanto concerne gli immobili veri e propri, gli operatori turistici hanno sempre pagato la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per la quota di arenile andava trovata una soluzione che consentisse al Comune di recuperare le somme degli anni che vanno dal 2001 al 2003, ma al tempo stesso di non gravare troppo i bilanci dei vari operatori. Questi ultimi, infatti, durante il prossimo anno si dovranno far carico anche di un sensibile aumento dei canoni demaniali, subendo una stangata prevista nella nuova legge Finanziaria. La giunta comunale ha deciso di riscuotere entro il 2004, dunque, solo il pagamento della tassa sui rifiuti per l’arenile relativo al 2001. Nel 2005, invece, i balneatori e i titolari di concessioni demaniali verseranno le altre due annualità pregresse: quelle del 2002 e del 2003. In ogni caso il pagamento delle quote precedenti non sarà gravato né da sanzioni né da interessi, in modo da non appesantire troppo le somme che dovranno essere sborsate dagli operatori turistici. La decisione presa dall’amministrazione cittadina è stata illustrata ieri l’altro, nel corso di un incontro che si è tenuto in Comune con i rappresentanti della categoria. Nella stessa occasione, poi, è stata presentata un’iniziativa che dovrebbe concretizzarsi a breve: la numerazione di tutti gli stabilimenti balneari e le concessioni presenti su tutto litorale di Tortoreto, seguendo l’esempio di quanto già realizzato in alcuni centri limitrofi. Attraverso la collaborazione di una ditta privata, infatti, saranno sistemati davanti ad ogni concessione dei pannelli in legno, con il numero di riferimento. Il progetto è ancora da perfezionare e comunque non presenterà costi in più né per l’ente, né per gli operatori. Luca Zarroli
«Tortoreto può migliorare la raccolta differenziata»
TORTORETO. Sull’andamento della raccolta differenziata dei rifiuti a Tortoreto riceviamo un intervento dell’ambientalista Michele Ferrante, di cui riportiamo ampi passi. «Nel rapporto recentemente pubblicato dall’Osservatorio provinciale rifiuti leggiamo che la raccolta dei rifiuti a Tortoreto nel 2002 è costata 810.758,00 euro, spesa coperta quasi interamente dai cittadini con la Tarsu. Leggiamo che i rifiuti raccolti, sia differenziati e non, nel corso dell’anno 2002 ammontano a 7.511,54 tonnellate, una cifra in aumento contro le 5.559,26 tonnellate raccolte nel 2001. «Un dato confortante è che tutti questi rifiuti non sono finiti nella discarica comunale ma il 25,84% è stato raccolto in modo differenziato per essere destinato al riciclaggio, contro una percentuale del 6,40% nel 2001. «Qualcosa si sta muovendo sul tema della raccolta differenziata dei rifiuti, sono stati predisposti dei bidoni di colore marrone per la raccolta dei rifiuti organici, senza però fare una adeguata informazione ai cittadini. «C’è da dire poi che vediamo spesso le campane piene e passa del tempo prima che siano svuotate, e che molte bottiglie in vetro vengono buttate nei cassonetti dei rifiuti destinati alla discarica (forse ci vorrebbero bidoni per il vetro più piccoli e più vicini ai bar e ristoranti). «Ci vorrebbe più vigilanza per verificare se nei cassonetti vengono messi solo rifiuti non riciclabili e per la raccolta dei rifiuti ingombranti, che purtroppo danno ancora un’immagine disordinata agli occhi dei cittadini e dei turisti. L’obiettivo dev’essere sempre di mandare sempre meno rifiuti nella discarica comunale». Michele Ferrante (attivista Wwf-Legambiente)