Val Vibrata. Protesta contro la Regione

I sindaci della costa disertano la riunione sul demanio

di FRANCESCA CUCCA

VAL VIBRATA - Piano del demanio marittimo: i sindaci della costa disertano l’incontro fissato dalla Regione Abruzzo, in segno di protesta contro la mancata adozione dello strumento di pianificazione dell’arenile. Ritardi, indugi, inspiegabili poi nell’approvazione, da parte dell’ente regionale, del Pdm, hanno comportato non pochi disagi alle cittadine costiere, in attesa di adeguare i rispettivi piani spiaggia. In termini concreti, si ravvedono danni per l’economia e lo sviluppo turistico delle località balneari: le amministrazioni locali, infatti, si ritrovano nell’impossibilità di poter procedere a modifiche ed integrazioni nella pianificazione degli arenili, resi indispensabili in seguito alle mutate condizioni, sia fisiche sia ambientali, della costa vibratiana. E così, alla recente riunione organizzata dalla Regione proprio per discutere sul piano del demanio marittimo, i sindaci di Alba Adriatica, Tortoreto e Martinsicuro non si sono presentati. «Sono due anni che aspettiamo inutilmente il Pdm regionale ha spiegato il sindaco di Martinsicuro, Nilde Maloni ci troviamo, in realtà, di fronte a una farsa regionale, anzi ad una telenovela, in cui dobbiamo fare da comparse. Io personalmente non ci sto: il Comune di Martinsicuro è stato tra i primi a presentare le osservazioni alla bozza regionale ed anche una serie di proposte di modifica ed integrazione, che ancora oggi non hanno ricevuto risposta. Ci siamo costantemente aggiornati attraverso la commissione costituita per questo scopo, abbiamo sollecitato l’approvazione del piano più volte, siamo stati presenti agli incontri promossi dalla Regione Abruzzo, ma a tutt’oggi i fatti non ci sono, le promesse non sono state mantenute. Il ritardo nella approvazione dello strumento di pianificazione dell’arenile è diventato ingiustificabile. Quale rappresentante di una delle più grosse cittadine costiere, mi sento presa in giro. E’ questa una protesta condivisa anche dai sindaci di Alba Adriatica e Tortoreto».

Val Vibrata

Sistema turistico, varato il marketing

NERETO - Nuovo, si spera efficace, marketing turistico in Val Vibrata, per i paesi della costa e non solo. L’obiettivo finale è quello di realizzare un ”Sistema turistico locale”. Ci sta lavorando l’Unione dei Comuni e, in particolare, il sindaco di Martinsicuro, Nilde Maloni, che è appunto la delegata al Turismo per la ”Città territorio”. Il primo passo è stato di affidare ad una agenzia specializzata lo studio delle risorse turistiche di tutto il territorio vibratiano. Ma in cosa consiste il progetto denominato ”Sistema turistico locale”. Ci si rifà, in qualche misura, ad una legge nazionale del 2001, che parla di «contesti turistici omogenei in grado di presentare un’offerta integrata di beni culturali, ambientali ed attrazioni turistiche; il tutto raccordato con l’offerta di prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale». E l’Unione dei Comuni - Città territorio, con sede a Nereto, nei propositi di partenza metteva anche il progetto di raccordare tutte le iniziative dei centri per dare un’”anima” alla vallata, e per razionalizzare i costi promozionali, dei servizi offerti e di altro ancora. Propositi rimasti sulla carta se è vero, come è vero, che non si è trovato neanche il modo di non far accavallare le date delle sagre nel periodo estivo.
Intanto, di positivo, c’è che a Tortoreto tre giovani, Lara Di Francesco, Gaetano Carpano e Loretta Di Matteo hanno realizzato un questionario e un nuovo depliant che tiene conto dei nuovi simboli turistici della cittadina. Non solo mare ma anche arte, storia e gastronomia.
M.N.

«Dai cinesi concorrenza sleale alle imprese teramane»
La Cna: «pericolo giallo» in casa

Antonella Formisani
 TERAMO. L’artigianato teramano traballa, sotto i colpi della crisi economica e della competizione con i cinesi. Sebbene il settore sia in un periodo di incremento demografico, in cui cioè il numero delle imprese è in aumento, i dati che riguardano la produzione sono in calo.  Scendono anche gli ordinativi che, secondo il rapporto sull’economia provinciale elaborato dalla Camera di commercio consultando un campione di 500 aziende, fino al giugno scorso hanno avuto un calo del 18,4%.  «La preoccupazione della Camera di commercio», esordisce il direttore della Cna, Gloriano Lanciotti, «è anche la nostra, e non solo a livello provinciale. La Regione adesso discute il bilancio di previsione: speriamo che ai tagli del 2003, in cui è stato destinato al comparto il 50% in meno di risorse, non se ne aggiungano altri. Non solo, ormai da tre anni stiamo aspettando una legge quadro del settore, importante perchè fra l’altro consentirà l’aumento dei finanziamenti che le coop possono concedere. Ci sono però alcune note postive: la provincia di Teramo l’ha fatta da padrone. E’ stata una boccata d’ossigeno. E’ comunque innegabile che il comparto stia attraversando un periodo di difficoltà: il futuro del settore è legato alle risorse che saranno messe a disposizione».  Ma Lanciotti è preoccupato anche per un altro problema, tutto teramano. «In alcuni settori dell’artigianato la preoccupazione è doppia», sbotta il direttore della Cna, «continuano ad aumentare le aziende che fanno concorrenza sleale. Mi riferisco alle imprese cinesi a cui va posto, una volta per tutte, un freno». Dagli inizi dell’anno le aziende impiantate dai cinesi in provincia, soprattutto nell’abbigliamento e nella pelletteria, sono ben 36. La maggior parte è stata aperta ad Alba (7) e Tortoreto (6), ma è significativa la presenza anche a Colonnella (5), Controguerra (4) e Martinsicuro (3). «Non è questione di razzismo», precisa Lanciotti, «molti imprenditori stranieri hanno trovato terreno fertile in provincia: quando si sono stabiliti seguendo le norme, italiane ed europee, si sono inseriti benissimo». Il direttore osserva che il mancato rispetto di norme basilari per la sicurezza e lo sfruttamento dei clandestini al di fuori di qualsiasi regola crea una concorrenza sleale, letale per le aziende sane. «Sollecitiamo un intervento diretto del prefetto», conclude il direttore della Cna, «a cui facciamo un appello perchè ci siano controlli più precisi ed efficaci. E questo non solo per le forze dell’ordine, ma sono chiamati in causa anche Comuni, Asl, ispettorato del lavoro e via dicendo. Dal canto nostro, come organizzazione siamo pronti, se questa comunità volesse mettersi in regola, a dare assistenza alle aziende cinesi».