Appello di Salini e Salerno (Forza Italia) a Pisanu «Fanno concorrenza sleale alle imprese oneste»
Contrattacco alle aziende dei cinesi

 I due senatori chiedono l’intervento del ministero per intensificare i controlli in Vibrata

ALBA ADRIATICA. Più controlli in Val Vibrata contro il lavoro nero, soprattutto quello a cui sono costretti i cinesi. Lo stretto legame fra il lavoro nero e l’immigrazione clandestina è l’argomento di un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, dai senatori di Forza Italia Rocco Salini e Roberto Salerno. Non a caso l’iniziativa è stata presentata ad Alba Adriatica, che è diventata il fulcro della cospicua presenza cinese in provincia. L’interrogazione arriva dopo l’appello, lanciato dalla Cna un paio di settimane fa: dati alla mano l’associazione degli artigiani ha sollevato il problema della concorrenza sleale fatta dalle sempre più numerose aziende cinesi a quelle italiane che operano nella legalità.  La Cna cita dati incontrovertibili: dall’inizio dell’anno le aziende impiantate dai cinesi in provincia - soprattutto nei settori dell’abbigliamento e della pelletteria - sono state 36. La maggior parte è stata aperta ad Alba Adriatica (7) e Tortoreto (6), ma è significativa la presenza anche a Colonnella (5), Controguerra (4) e Martinsicuro (3). La Cna ha lanciato un appello al prefetto, perchè coordini controlli a tappeto delle forze dell’ordine ma anche della Asl, dei Comuni, dell’Ispettorato del lavoro.  E a dire il vero negli ultimi giorni sono stati diversi i blitz dei carabinieri effettuati sulla costa vibratiana in aziende gestite da cinesi, in cui sono stati trovati al lavoro molti clandestini.  E adesso anche il senatore Salini chiede rinforzi. «Le condizioni di lavoro di molti immigrati clandestini, soprattutto cinesi», ha sottolineato Salini, «sono spesso disumane. Far emergere questi casi di sfruttamento è difficile perché sono le stesse aziende a volte ad operare in clandestinità. Per questo occorrono maggiori controlli sul territorio: ad Alba Adriatica, in tutta la Val Vibrata, ma anche sul resto della costa teramana, fino a Silvi Marina. In questo modo si difendono gli imprenditori abruzzesi onesti costretti ad operare accanto ad una situazione di totale illegalità».  Il problema maggiore è infatti la concorrenza sleale. Le aziende cinesi devono sostenere costi di produzione molto bassi sia perchè ricorrono a manodopera clandestina che di solito viene sfruttata con orari di lavoro disumani, sia perchè non viene rispettata alcuna norma di sicurezza. Non a caso le aziende spesso vengono aperte in locali precari anche dal punto di vista igienico. (a.f.- d.d.p.)

IL CASO

Sono quasi tutte in crisi in Vibrata le amministrazioni di centrosinistra

di MICHELE NARCISI

VAL VIBRATA - Tutte, o quasi tutte, in gravi difficoltà le amministrazioni di centro-sinistra della Val Vibrata dove la prossima primavera si voterà per il rinnovo dei Consigli comunali. Con una particolarità inconsueta. Questa. Le situazioni di crisi, infatti, non sono originate da questioni interne alle amministrazioni, tra amministratori, quindi, ma dai rapporti tra i partiti di centro-sinistra, compresi quelli tra i partiti stessi e i rappresentanti delle giunte dei comuni vibratiani. Alba Adriatica, Nereto e Sant’Omero lo dimostrano.
Ad Alba è di queste ore (anche se le incomprensioni vengono da lontano) il braccio di ferro e le conseguenti polemiche, tra i Ds intesi come partito, e la giunta Caciotti, che annovera due esponenti della Quercia. I Ds sono accusati, neanche troppo velatamente, di scavalcare gli amministratori promuovendo o partecipando a riunioni con imprese e/o società che hanno a che fare con l’esecutivo comunale. L’ultimo contenzioso, per altro aperto, con richiesta di chiarimenti di un esponente Ds al sindaco, riguarda l’annunciata costruzione di una mega piscina.
Idem a Nereto. Dietro la spinta di un comitato civico appoggiato apertamente dai Verdi (partito per altro non presente in Consiglio), e ovviamente dai propri militanti Rc(che ha invece una rappresentanza in giunta) ha posto un ultimatum alla coalizione guidata da Giuseppe Fagotti: o passano alcune loro osservazioni al Pre, almeno le più qualificanti, oppure lasciano la giunta e, conseguentemente, la maggioranza.
Terzo caso, dai connotati più oscuri, a Sant’Omero. Qui a scatenare la bagarre, anche politica, dei contatti riferiti a computer a «luci rosse», ci ha pensato ha sottolineato chi evidentemente non vuole bene all’attuale sindaco Claudio De Donatis. Anche nei partiti di centro-sinistra si dice c’è chi godrebbe a vederlo in difficoltà.
A Sant’Egidio e a Tortoreto, rispettivamente Filippo Benucci e Flaminio Lombi, vanno avanti con una maggioranza risicata per aver perso degli alleati per strada.

SECONDA IN ITALIA

E’ nata l’Agena, l’agenzia che si occupa del rinnovo delle fonti energetiche

E’ stata tenuta ieri a battesimo l’Agena srl, una delle due uniche agenzie create in Italia (l’altra ha sede a Venezia) con fondi comunitari per la gestione di programmi e servizi in ambito di fonti energetiche al fine di promuovere studi e progetti che mirino all’utilizzo di energia rinnovabile rispettosa dell’ambiente e di coordinare potenzialità economiche locali che vogliano o debbano confrontarsi con questa realtà. A specificare meglio le competenze del neonato ente arrivano le parole del presidente Lucio Ricci: «I recenti fatti di cronaca hanno riportato in auge un problema di fondo della società attuale e cioè il consumo energetico con tutte le problematiche connesse alle strutture e al risparmio. Con l’adesione a questa iniziativa e la conseguente creazione dell’Agena sarà possibile informare utenti e industrie sulle potenzialità e l’impatto ambientale di iniziative che mirino all’utilizzo di fonti quali il vento, il sole o le biomasse. Tra meno di un mese lanceremo i primi tre progetti in tal senso in modo da attivarci subito come punto di riferimento per investitori privati o ad esempio per la ricerca universitaria dato che agiremo in stretto contatto con la locale facoltà di agraria». La Provincia, come proponente del progetto per l’assegnazione dei fondi europei triennali del valore complessivo di 150.000 euro, guiderà con il 51% delle quote societarie pari ad un investimento di 87.240 euro un pool di enti che hanno investito nel progetto formato dalla TeAm, dal Cirsu, dal Corsu, dall’Unione dei Comuni - Città territorio Val Vibrata, dall’Unione degli industriali, dalla Tercas e dal Consorzio Rsu area Piomba-Fino.
P.Mar.

Progetto di massima per la gestione associata della raccolta dei rifiuti

VAL VIBRATA. Una sola azienda per raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti in Val Vibrata. L’Unione di Comuni si sta movendo in questo senso prospettando la gestione associata per il servizio. I singoli enti avevano infatti trasferito la funzione proprio alla Città-territorio, che aveva assorbito a sua volta, dopo lo scioglimento, il consorzio intercomunale dei rifiuti di Tortoreto.  Entro il 2004 dunque la vallata potrebbe contare su un servizio uniforme con un solo regolamento e soprattutto con una sola tariffa. Della questione si stanno occupando principalmente i sindaci di Colonnella, Marco Iustini, di Sant’Egidio, Filippo Benucci e di Sant’Omero Claudio De Donatis. Ma quale potrebbe essere la formula giusta per la gestione associata? «Le strade percorribili sono tre», spiega l’assessore all’ambiente della Città territorio, De Donatis, «indire un bando di gara e affidare l’appalto garantendo il servizio inizialmente ai Comuni prossimi alla scadenza del contratto con la ditta che gestisce il servizio, o costituire una nuova azienda o forse, e potrebbe essere la soluzione ideale, entrare come Unione di Comuni nel Cosev, che ha una partecipazione nella Poliservice, società che già si occupa del servizio in alcuni comuni. In questo caso l’Unione diventerebbe socio e questo consentirebbe soluzioni del problema in tempi brevi». Dunque si va verso la gestione associata dei rifiuti, obiettivo che i sindaci, parte dei quali è prossima alla scadenza, vorrebbero raggiungere prima dell’estate. Il progetto di massima è già stato redatto. (a.d.p.)

I sindaci del Makò ungherese da lunedì in visita in Vibrata

 VAL VIBRATA. I sindaci di Makò in Val Vibrata per conoscere la realtà territoriale e produttiva. Una delegazione dell’Unione di Comuni del comprensorio ungherese, arriverà in Vibrata lunedì prossimo, fermandosi fino a mercoledì, per una visita di studio. Il sindaco di Martinsicuro Nilde Maloni, delegato al turismo per la Città-Territorio, farà da Cicerone ai colleghi ungheresi. La delegazione visiterà la fortezza di Civitella, le aziende di Nereto e Sant’Egidio, il centro telematico di Tortoreto e alcune ditte di Alba. Mercoledì, invece, ci saranno le visite all’Atr di Colonnella e ad Ascoli.

D’Aristotile e Di Matteo: «Iniziativa di parte, non ci saremo»
I sindaci alla marcia, ma non tutti

SANT’OMERO. L’Unione dei Comuni della Val Vibrata non parteciperà alla marcia di protesta sull’opedale di Sant’Omero, indetta per questa mattina dal Comitato per la salute Val Vibrata. Ci saranno però i sindaci, anche se non tutti. Questa volta le strade dei dodici sindaci della Città-Territorio si dividono: alla marcia di protesta sicuramente mancheranno i due primi cittadini di Corropoli e di Ancarano, rispettivamente Paolo D’Aristotile ed Emiliano Di Matteo, esponenti del centrodestra.  E’ quanto emerso dalla riunione lampo tra i sindaci, che non si è svolta sotto l’egida dell’Unione dei Comuni, indetta giovedì dal sindaco di Tortoreto Flaminio Lombi per decidere definitivamente sulla questione. «All’incontro», dice Paolo D’Aristotile, «i sindaci hanno deciso di partecipare senza obbligo alcuno alla marcia indetta dal comitato per la salute della Val Vibrata con vigili e gonfaloni al seguito. Ovviamente salta l’appuntamento previsto inizialmente dall’Unione nella sala d’aspetto dell’ospedale Val Vibrata, in cui si sarebbe dovuto approvare un ordine del giorno quella questione sanitaria locale». D’Aristotile non nasconde una certa amarezza per il fatto che il comitato per la salute ha invitato tutti i sindaci tranne i due primi cittadini di centrodestra, avvalorando così la tesi di chi da sempre sostiene che si tratta di una marcia politica di parte. «E’ una discriminazione forse», sostiene il sindaco di Corropoli, «ma non ne facciamo una questione di permalosità. Avremmo pure potuto partecipare qualora fossero chiare le motivazioni sottese alla protesta. Se ci dicessero che l’ospedale chiude domani, avremmo preso parte senza colori di partito. Oggi c’è un assessore nuovo alla Regione, perché non chiedere un incontro con lui? Così è guerra tra Asl e sindaci. Non sono questi i metodi del confronto. Siamo i sindaci di tutti e non di destra o di sinistra». «Non è che siamo insensibili al problema», spiega dal canto suo Emiliano Di Matteo, «ma la manifestazione ha un taglio troppo politico. Il Comitato pro-ospedale, fra l’altro, è “monocolore” poiché formato da partiti e sindacati di centrosinistra. Se la presenza degli altri sindaci è naturale, visto che si riconoscono in questo schieramento, è altrettanto naturale che due sindaci che non ne fanno parte e per giunta non invitati siano assenti. Inoltre questa marcia non ha uno slogan ben preciso e manca di motivazioni forti. Quando si era paventata la chiusura dei reparti siamo stati pronti a votare la risoluzione e a dimostrare il nostro interesse. La manifestazione così come organizzata rischia di creare una contrapposizione tra istituzioni locali che non porterà sicuramente vantaggi ai cittadini della Val Vibrata. Dal canto nostro ci impegniamo per un progetto che valorizzi come merita l’ospedale».  L’appuntamento è per questa mattina alle 10 davanti al cimitero di Nereto. Di lì si andrà a piedi fino all’ospedale. (a.d.p.-e.c.)