«Vivo il calcio a modo mio, senza vincoli con i procuratori: non ne ho mai avuti»
Cappellacci, uno spirito libero in panchina

Il tecnico di Tortoreto si racconta sfogliando l’album della carriera 18 anni da calciatore e due da allenatore

TORTORETO. Roberto Cappellacci ama definirsi uno spirito libero in panchina. Un allenatore lo era già da giocatore, centrocampista d’ordine di grande sagacia tattica. Una carriera soddisfacente chiusa per intraprenderne un’altra più difficile. Ma sempre a modo suo, forse in maniera anticonformista, di certo senza vincoli. Ha preso il timone di una Rosetana alla deriva: finora tre sconfitte e un pareggio. Nonostante il ruolino di marcia deludente, va avanti per la sua strada. Cappellacci da giocatore era poco loquace, ancora di meno lo è da allenatore. Scucirgli un’intervista non è stata un’impresa, ma quasi. «Di chiacchiere nel calcio ce ne sono già tante, perché aggiungere anche le mie?», la premessa di un faccia a faccia privo di fronzoli.  Cappellacci, perché quando è arrivato a Roseto ha detto: “Non giudicatemi dalle apparenze”?  «Qualcuno valuta anomalo il mio look e quindi mi dispiacerebbe che mi si giudicasse solo per l’apparenza e non per il lavoro che svolgo».  Lei ha appeso le scarpe al chiodo a 36 anni, con la maglia del Giulianova. Poi ha subito trovato panchina ad Andria, l’anno scorso, dove ufficialmente era l’allenatore in seconda.  «A dire la verità, mi hanno chiesto di smettere per poter fare l’allenatore. Volendo avrei potuto continuare, ma è stato l’ingegner Fuzio, patron dell’Andria, a chiedermi di lasciar perdere per iniziare la carriera in panchina».  Subito tra i professionisti, senza fare la gavetta.  «Sotto questo punto di vista mi ritengo fortunato. Tanto più perché non sono mai stato legato al carro dei procuratori».  Mai avuto un procuratore?  «Uno solo, giusto il tempo per capire che dovevo toglierlo subito».  18 anni da professionista senza procuratore: come si fa nel calcio d’oggi?  «Devi essere bravo, tutto viene di conseguenza».  «Questo suo spirito libero da dove nasce?  «Non mi piace dipendere da nessuno. Ragiono con la mia testa e difendo le mie idee».  Lei ha iniziato la carriera da calciatore a Teramo e l’ha finita a Giulianova: quali sono le differenze tra le due piazze?  «E’ difficile stabilirlo, perché le esperienze sono state diverse. A Teramo ho iniziato a giocare. Venivo dalla Seconda categoria, dal Tortoreto Alto, avevo 18 anni. Ho avuto la fortuna di trovare un ambiente bellissimo. Il ricordo è ottimo».  A Giulianova invece?  «Ho vissuto male questa esperienza, ho fatto fatica a inserirmi nello spogliatoio. Ho avuto problemi. Pur di tornare in Abruzzo, ho rinunciato a dei soldi. C’erano tante aspettative. E, invece, i primi sei mesi non rendevo, ero ridicolo. Andai da Quartiglia per rescindere il contratto, ma poi arrivò Buffoni che mi volle trattenere. Ma c’era uno spogliatoio poco unito. E la società ne ha pagato le conseguenze. Grossi investimenti, grossi nomi per la categoria e in due anni sono arrivate una salvezza e una mancata qualificazione ai play off».  Com’è andata con i tifosi?  «Ho avuto più problemi con i compagni che con loro. Addirittura, dopo i primi sei mesi che mi sarei fischiato da solo, mi hanno anche apprezzato».    Cappellacci allenatore a chi si ispira?  «A me piacerebbe avere le capacità di sdrammatizzare e di tenere unito lo spogliatoio che hanno fatto grande Rumignani. Ma è praticamente impossibile, perché lui è un fuoriclasse. Ma ho avuto tanti allenatori e in ognuno di loro ho cercato di capire pregi e difetti».  Salvare la Rosetana a che cosa equivale per lei?  «Non lo so, ma sarà possibile solo attraverso un ritrovato feeling tra la società e la squadra».  Il calcio per Cappellacci cosa rappresenta?  «Il modo con il quale sono arrivato a 37 anni con una certa posizione e divertendomi».  Si sente ancora giocatore?  «Macché, sono un allenatore a tutti gli effetti. Da parecchio tempo non ragiono più da giocatore».  Qual è la differenza?  «Se ragioni da giocatore pensi solo a te stesso, ad allenarti e a rendere al meglio. Se ragioni da allenatore, ti preoccupi di tutti e di tutto. Anche di quelle componenti che ruotano attorno al campo».  In 18 anni di carriera da calciatore qual è stata la soddisfazione più bella?  «Aver ripreso a giocare dopo 18 mesi di inattività per un grave infortunio. Era la stagione 1995-96, ero ad Andria. La squadra retrocesse dalla B alla C1, ma la stagione successiva vincemmo il campionato di C1».  Lei a Tortoreto ha aperto un ristorante chiamato “Mo Bast”, perché?  «Sono parole senza senso per non dare un nome normale al locale».  A chi vorrebbe dire “Mo Bast” nel mondo del calcio?  «Nel mio piccolo, a tutti coloro i quali fanno calcio fidandosi di ladri e ruffiani. Più in generale, a tutti quelli che esasperano il movimento. Basterebbe mettere da parte un po’ di interessi economici per riscoprire il gusto di un calcio libero e genuino».  A chi vorrebbe augurare un buon 2004?  «Alle squadre abruzzesi».  Qual è il suo sogno nel cassetto?  «Quest’anno la salvezza della Rosetana; più in là di vedere il Tortoreto nei professionisti».  Qual è il presidente a cui si sente più legato?  «Sono due. Uno è Ercole De Berardis che era presidente del Teramo ai tempi in cui ho giocato in biancorosso. Era l’estate del 1985 e io dopo il mio primo campionato di C2 andai ad aiutare mia madre per guadagnarmi qualche soldo. Lui lo venne a sapere e mi fece chiamare: mi diede 300.000 lire, allora erano bei soldi, e mi chiese di riposarmi».  E l’altro?  «L’ingegner Giuseppe Fuzio dell’Andria. Sono stato sette anni con lui. Lui pensa che diventerò un allenatore a grandi livelli».

Barca da pesca affonda nel porto

GIULIANOVA. Un’imbarcazione della flotta della piccola pesca è affondata nella notte di Capodanno all’interno del porto di Giulianova. Si tratta dell’Andromeda, battello appartenente a Guido Montini di Tortoreto, da non confondere con l’omonimo peschereccio della flotta delle lampare. Nel corso della nottata, per motivi ancora da accertare, il natante ha cominciato a imbarcare acqua fino a sprofondare. L’allarme è stato dato ieri alle 8.30 da un marittimo, che ha avvisato la guardia costiera. Il comandante Pierpaolo Pallotti ha a sua volta allertato il gruppo sommozzatori della Croce Rossa di Giulianova e i vigili del fuoco di Roseto, subito accorsi sul posto. Il battello è stato riportato a galla con i palloni gonfiabili dei sommozzatori, svuotato dell’acqua dai vigili del fuoco e tirato in secco con la gru del cantiere Naval Comm. Poi i militi della Capitaneria hanno controllato che non ci fossero state perdite di gasolio nello specchio d’acqua vicino alla banchina. Le cause dell’incidente vanno probabilmente ricondotte alla pioggia battente della notte di San Silvestro.

TORTORETO

Tutto esaurito, come preventivato, al Plaza di Tortoreto, con le tre sale stracolme per la felicità degli organizzatori Mauro Bianchi, Giovanni Perna e del vocal Luca Teseo.

Notte house con Ralf al Plaza

Ritmi latini, questa sera, alla discoteca Plaza di Tortoreto dove, domani, arriverà il re dell’house music: il dj Ralf. Ingresso 15 euro intero, 13 euro ridotto. Domenica il pomeriggio dei ragazzi dalle 16 alle 20. ”Venerdì fashion life”, in collaborazione con il Piper di San Benedetto.

Cinque anni per violenza su una bimba

Disposta l’interdizione dai pubblici uffici e dalla potestà su minori

Sentenza di condanna per un uomo che, a Tortoreto, aveva abusato di una minorenne. Il pubblico ministero Domenico Castellani aveva concluso l’arringa, chiedendo la pena a nove anni per il 51 enne Bruno Spagna, imputato di aver indotto e costretto con violenza una bimba di 9 anni a compiere e a subire atti sessuali. La condanna dell’uomo era stata richiesta anche dal rappresentante della parte civile, l’avvocato Massimo De Luca. Infine, il verdetto di colpevolezza.
Dal canto loro, i giudici del Tribunale teramano (presidente Giuseppe Antonio Cassano, a latere Flavio Conciatori e Pasquale Giovannucci), a conclusione del giudizio immediato, hanno emesso sentenza di condanna dell’imputato a 5 anni e 4 mesi di reclusione, disponendo nei suoi confronti anche le sanzioni accessorie quali l’interdizione dell’imputato dai pubblici uffici e quella dall’esercizio di potestà sui minori.
Bruno Spagna, difeso dall’avvocato Antonio Di Gaspare, è stato inoltre condannato alla pena pecuniaria di 10 mila euro in favore delle parti offese, come pure al pagamento delle spese processuali. Le vicenda, che aveva avuto per protagonista Bruno Spagna, risaliva all’estate di due anni addietro, quando l’uomo, a Tortoreto, aveva circuito la bimba, sottomettendola poi alla propria volontà. Dopo qualche tempo dai fatti, erano stati i genitori della ragazzina a denunciare l’accaduto ai carabinieri.
Su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Teramo, nel novembre dello scorso anno, l’uomo venne tratto in arresto e, pertanto, rinchiuso nel carcere teramano di Castrogno. Successivamente, all’imputato venivano concessi gli arresti domiciliari in un Comune diverso da quello di sua residenza. Il processo, per il quale era stata accolta la richiesta di giudizio immediato, avanzata, a suo tempo, dal pubblico ministero originario, Valentina D’Agostino, è stato è vissuto su tre differenti fasi. In una prima udienza, nell’aprile dello scorso anno, venne espletata l’audizione della minorenne, dopo aver adottato tutte le necessarie precauzioni a tutela della parte offesa. Mentre, una successiva udienza, tenutasi a giugno, venne interamente dedicata all’escusssione dei testimoni, sia quelli prodotti dall’accusa che gli altri della difesa.
Ieri, infine, l’udienza conclusiva, al termine della quale, malgrado gli sforzi del difensore alla prese con un gravoso compito, è stata dichiarata la colpevolezza dell’imputato al quale è toccata una pena decisamente inferiore a quella che, invece, era stata richiesta dal rappresentante della pubblica accusa.
F.D.I.

Tentato omicidio, giovane pugliese arrestato a Tortoreto

TORTORETO. Accoltella un conoscente in Puglia e poi trova rifugio a Tortoreto, dove viene rintracciato ed arrestato. Nel pomeriggio di mercoledì gli uomini del nucleo operativo di Trani, con i colleghi di Alba, hanno arrestato un giovane pugliese, Gaetano Berardi di 26anni, residente a Ruvo di Puglia. Il giovane è stato sottoposto al fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio. Secondo i carabinieri di Trani, infatti, il 26enne sarebbe l’autore di un aggressione ai danni di uomo di Terlizzi (Bari), lo scorso 9 gennaio. La vicenda, comunque, presenta ancora diversi lati da chiarire. In ogni caso, secondo l’accusa il 26enne avrebbe vibrato alcuni fendenti al collo di un conoscente, che ha riportato ferite alla giugulare e si trova tuttora ricoverato all’ospedale di Andria (Bari), in prognosi riservata.  Nelle ore successive al tentato omicidio le ricerche, effettuate in buona parte del territorio pugliese non hanno dato esiti, poi le forze dell’ordine hanno seguito una strada diversa. Il 26enne, infatti, in maniera saltuaria viveva nel Teramano, dove aveva svolto alcuni lavori occasionali. Con l’ausilio dei carabinieri della compagnia di Alba, è stato battuto anche il territorio della Val Vibrata, e mercoledì Gaetano Berardi è stato rintracciato e arrestato. Il pugliese, dopo le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Castrogno in attesa di essere sentito dal magistrato.

TORTORETO. Il richiamo della notte arriva dal Plaza di Tortoreto, con Giovanni Perna e Mauro Bianchi. Questa sera daranno vita alla tradizionale serata latina con balli di gruppo. Domani, nel multisala, latino con Manlio, in sala commerciale il dj producer Giuliano Orlandi con Armando Battistelli, e l’house con Andrea Mattioli.

Il week-end è completato alla discoteca Plaza di Tortoreto con i dj resident Andrea Mattioli, Giuliano Orlandi ed Armando Battistelli ed una domenica pomeriggio per i ragazzi, dalle 16 alle 20.

Tentato Omicidio Latitante scovato a Tortoreto Lido

ALBA ADRIATICA — Gaetano Berardi, 26 anni, pregiudicato residente a Ruvo di Puglia, è stato arrestato a Tortoreto dai carabinieri di Ruvo dopo che, coadiuvati dagli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia di Trani, avevano dato vita ad un imponente caccia all’uomo. All’arresto hanno preso parte i militari della Compagnia di Alba Adriatica. Il giovane è fortemente sospettato di essere l’autore di un tentato omicidio consumatosi la sera dello scorso 9 gennaio a Ruvo di Puglia. Vittima , un uomo di Terlizzi, accoltellato al collo da uno sconosciuto in un angolo oscuro del centro storico. Trascinatosi sanguinante in un bar, l’aggredito era riuscito a dare l’allarme. Nessuno aveva assistito alla scena ed il ferito, in prognosi riservata all’ospedale di Co Riscontri oggettivi e riconoscimenti fotografici conducevano a Gaetano Berardi. Il pregiudicato aveva saltuariamente lavorato nel teramano: le ricerche, dalle campagne pugliesi, si sono estese difatti fin lì. A Tortoreto, mercoledì pomeriggio, la faticosa cattura.

Tenta di rapinare due donne con una bombola di acetilene

TORTORETO - Con il viso coperto da un passamontagna, ha minacciato due rumene con la fiamma prodotta da una bomboletta di acetilene per compiere una rapina, ma le urla delle due donne lo hanno messo in fuga. Poco dopo, su segnalazione dei passanti, i carabinieri (nella foto) hanno arrestato un operaio incensurato di Notaresco, Valentino Di Martino, 24 anni, con l’accusa di tentativo di rapina aggravata. Il tentativo di rapina è avvenuto nell’abitazione delle donne, a Tortoreto. Per la fuga il giovane si era servito della sua automobile. I carabinieri sono riusciti a rintracciarlo e nella perquisizione hanno trovato il passamontagna e la bomboletta utilizzata per minacciare le due donne.

L’acetilene al posto della pistola
Operaio incensurato di Notaresco tenta di rapinare due rumene con la fiamma d’una bomboletta

TERAMO — Con il viso coperto da un passamontagna ha tentato di rapinare due rumene minacciandole con la fiamma prodotta da una bomboletta di acetilene, ma le urla delle due donne lo hanno messo in fuga. Poco dopo, grazie alla segnalazione delle due giovani e dei passanti, i carabinieri hanno arrestato l’autore dell’aggressione: è un operaio incensurato di Notaresco, Valentino Di Martino, di ventiquattro anni; l’accusa nei suoi confronti è tentativo di rapina aggravata.
Il fatto è avvenuto nell'abitazione delle due rumene, a Tortoreto. Per la fuga l’operaio si era servito della sua automobile. I carabinieri sono riusciti a rintracciarlo e nella perquisizione hanno trovato il passamontagna e la bomboletta utilizzata per minacciare le due donne.

Manovella d’oro in Abruzzo

Sarà poi la volta dei motociclisti protagonisti del 2º Motoraduno, con il quale si celebra la Tortoreto Lido-Tortoreto Alta, prima gara motoristica italiana del dopoguerra.

Intero condominio in rivolta per i topi

TORTORETO - In rivolta un intero condominio delle case popolari di via Nazionale, al Lido. Un appartamento è disabitato di circa due anni e mezzo, la famiglia assegnataria non l’avrebbe né svuotato, né pulito al meglio. Nella cantina trovata finanche una carcassa di topo. M.C., I.G. e A.G. hanno protestato in municipio, lamentando anche «inadempienze condominiali».

Valentino di Striscia ospite dei manager pescaresi Bianchi e Perna

Al Plaza di Tortoreto diretto dai pescaresi Mauro Bianchi e Giovanni Perna. Questa sera, nel locale Teramano, l’appuntamento latino con Lazaro Martin Diaz e il suo nuovo spettacolo. Domani sera il grande evento annuale: il multisala festeggerà l’ottavo compleanno con un ospite d’eccezione. Da “Striscia la notizia”, approderà sul palco centrale “Valentino”, interpretato dal geniale trasformista Dario Ballantini. Il pubblico avrà così l’occasione di farsi fotografare e di parlare con uno dei personaggi televisivi del momento.  Ballantini rappresenta una novità nelle discoteche della nostra regione, con uno show live tutto da vedere. Nella pista centrale i dj, Giuliano Orlandi, Armando Battistelli e Simon. Spettacolo nella sala latina. Nella pista house, invece, la selezione è affidata ad Andrea Mattioli con animazione direttamente dai locali romagnoli.

Valentino di “Striscia” al Plaza

TORTORETO. Grande folla sabato sera al Plaza di Tortoreto, che ha festeggiato l’ottavo compleanno con un ospite d’eccezione. Da “Striscia la notizia” è approdato sul palco centrale “Valentino”, interpretato dal geniale trasformista Dario Ballantini. Il pubblico (nella foto di Valerio Simeone) ha avuto l’occasione di farsi fotografare e di parlare con uno dei personaggi televisivi del momento. Ballantini rappresenta una novità nelle discoteche della nostra regione, con uno show live tutto da vedere.

Sfrattato dalle case popolari, in strada con la moglie incinta

TORTORETO - Sfrattato dalle case popolari con la moglie incinta, resta per strada senza sapere dove andare e cosa fare. Rischia di passare la notte all’addiaccio, nella piccola utilitaria che ancora gli appartiene, Giulio D’Angelo, 56 anni, residente a Tortoreto, lavoratore saltuario presso la ”Veco” di Martinsicuro, temporaneamente inabile al lavoro per una frattura al piede. D’Angelo si è visto arrivare ieri alle 15, vigili urbani, carabinieri ed un responsabile delle case popolari, per uno sfratto esecutivo dalla propria abitazione sita a Tortoreto Alto nel condominio, Costa del Monte: era stato preavvisato di questo sfratto, da circa una settimana. In questi giorni ha cercare di correre ai ripari tramite l’avvocato, parlando con il sindaco, scrivendo al Prefetto, al presidente dell’Ater. «Ma non è servito a niente ha aggiunto disperato tutti mi hanno promesso che si sarebbero interessati, tutti hanno detto che non avrebbero mandato via, ed invece poco fa sono arrivati, ci hanno portato fuori me e mia moglie che è anche incinta, ed hanno subito cambiato la serratura alla porta. Non possiamo più rientrare e non sappiamo dove andare. Non ho un soldo in tasca, non ho parenti a cui chiedere ospitalità. Intanto la moglie si dispera per i tre cani che hanno con loro: ma qui intervengono i carabinieri, che chiamano la società cinofila, la quale garantisce l’assistenza degli animali. Ma per loro? «Mia moglie sta vomitando, non si sente bene - ha proseguito D’Angelo - ed io non so dove portarla. Stamattina avevo appuntamento con il sindaco, ma non si è fatto trovare. Adesso a raggiungerlo neanche per telefono. Mi hanno sfrattato perché non pagavo l’affitto, quando sono arrivato qui tre anni fa, era di 77.000 lire, adesso è circa 400.000 mila lire, una cifra che io non posso pagare, perché lavoro saltuariamente e sono temporaneamente invalido. Mi si può abbandonare in questo modo?». Raggiunto telefonicamente ieri sera: «Mi hanno detto di andare ad un locale al Salino, ma da lì mi hanno mandato via, perché non sapevano niente. Non ci resta altro che trascorrere la notte per strada».
F.C.

Ventenne suicida dal ponte sul Salinello

TORTORETO - Torna di tragica attualità il viadotto autostradale sul Salinello. Ancora una volta è stato teatro del drammatico suicidio di un giovane, che si è lasciato cadere nel vuoto poco dopo le ventidue di ieri sera. La vittima si chiamava Daniele Pavone, aveva vent’anni ed era originario di Cellino Attanasio. Attualmente prestava servizio militare ad Ascoli e ieri sera stava tornando a casa e procedeva a bordo della sua Ford Escort. Ma a casa Daniele non è mai arrivato. Il giovane, difatti, appena giunto con la sua auto sul ponte, ha fermato l’autovettura, è sceso, ha scavalcato il parapetto del più alto viadotto dell’autostrada Adriatica e si è lasciato cadere nel vuoto. Una fine scontata, la sua, morto sul colpo. L’allarme è scattato poco dopo dal momento che alcuni automobilisti di passaggio hanno segnalato l’auto ferma sul ponte, senza nessuno a bordo ed hanno avvertito il Centro operativo autostradale di Pescara, il quale ha dirottato sul posto una delle sue pattuglie in servizio sulla A14, mentre, nel frattempo, veniva allertata anche la sezione della polizia stradale di Teramo che si portava nella strada sottostante, quella della Bonifica del Salinello. Erano proprio gli agenti della Polstrada a scoprire il corpo senza vita del giovane mentre quelli del Coa riuscivano ad identifcarne le generalità. Si ignorano al momento le cause del gesto che saranno approfondite dalle indagini immediatamente avviate.
F.M.

Si lancia dal viadotto, muore militare di 20 anni
TORTORETO Daniele Pavone si è tolto la vita ieri sera gettandosi dal «Salinello» da un’altezza di cento metri. Tornava a Cellino

TORTORETO — Militare di venti anni si uccide lanciandosi dal viadotto del Salinello sull’autostrada A-14 in territorio di Tortoreto. Daniele Pavone, questo il nome della vittima, era nato ad Atri e viveva a Cellino Attanasio. Il suicidio è avvenuto nella serata di ieri. Il giovane, che prestava servizio ad Ascoli Piceno presso il 235° battaglione, tornava a casa alla guida di una «Ford Escort». L’auto è stata infatti trovata parcheggiata sulla corsia sud dell’autostrada. Il ragazzo ha fermato la vettura, ha scavalcato il guard rail e s’è lanciato nel vuoto da un’altezza di circa cento metri. Il decesso è stato istantaneo. Numerosi i suicidi che sono verificati in quel punto. I rilievi di legge sono stati eseguiti dalla polizia stradale di Città Sant’Angelo e Teramo

Attentato all’anatomo patologo

Fatta esplodere l’auto del dottor Orsini, ferito un dipendente

SANT’OMERO - Un bagliore e una deflagrazione nel parcheggio davanti all’ospedale di Sant’Omero. Un rogo distrugge l’auto del dottor Giulio Orsini, anatomo patologo, residente a Tortoreto. Una scheggia dell’auto che esplode ha raggiunto e ferito un dipendente dello steso nosocomio ”Val Vibrata”, testimone di quanto accaduto e che, accortosi di quello che stava avvenendo, ha tentato di andar via sollecitamente con la sua auto ma è stato colpito e costretto a farsi medicare al Pronto soccorso. Il tutto si è verificato ieri sera attorno alle 19 nel parcheggio del ”Val Vibrata”. E’ stato proprio il dipendente ferito a raccontare quello che ha accaduto. Ha riferito di aver visto un giovane alto e magro, con al collo una sciarpa bianca, avvicinarsi all’auto del dottor Orsini, una Land rover ”Freelander” metallizzata. Ha notato il giovane infrangere un vetro dell'autovettura e gettare all’interno tre oggetti (poi si è scoperto che erano altrettante bottiglie da mezzo litro di acqua minerale, trasformate in molotov) e subito dopo incendiare tutto. L’auto ha preso fuoco e poco dopo è esplosa con grande fragore. Il testimone è stato urtato dal giovane che si stava dando alla fuga. A quel punto è comunque riuscito a risalire sulla sua auto per allontanarsi anche lui dal parcheggio ma una scheggia lo ha raggiunto e ferito. Niente di grave, per fortuna, ma ha ugualmente dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari del Pronto soccorso. Informato dell’accaduto, il dottor Giulio Orsini si è detto esterrefatto, sostenendo di non avere nemici e di non aver ricevuto minacce nei giorni scorsi che potessero far pensare ad un attentato. Da quello che si è appreso un’auto identica, sino a qualche tempo fa, l’aveva il direttore sanitario dello stesso ospedale santomerese, il dottor Michele Farinacci ed anche la responsabile delle infermiere. Il dottor Giulio Orsini si è comunque rivolto in serata d un legale per la tutela dei propri interessi e per qualsiasi altra azione a tutela. Sulla vicenda, naturalmente, hanno avvito le relative indagini i carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica che hanno effettuato un sopralluogo nella zona e ”sequestrato” i corpi del reato.

Il medico : «Nessuna minaccia»
S. OMERO Indagini dopo l’incendio dell’auto dell’anatomopatologo

TERAMO — Ha ribadito di non aver ricevuto minacce da nessuno il dr. Giulio Orsini, l’anatomopatologo di Tortoreto la cui auto è stata data alle fiamme martedì sera nel parcheggio antistante l’ospedale di S. Omero. A questo proposito i Carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica hanno smentito che contro l’auto, una Land Rover siano state scagliate bottiglie molotov. Sulla vettura è stato invece versato del liquido infiammabile a cui è stato appiccato il fuoco. L’incendio ha provocato la deflagrazione dei vetri. Il dr. Orsini, che era già stato ascoltato dai Carabinieri martedì sera, è stato nuovamente sentito ieri mattina. Il professionista, ancora visibilmente scosso, avrebbe ribadito di non aver alcun sospetto sul piromane che ha distrutto la sua vettura non avendo, come abbiamo già detto, ricevuto minacce di sorta. Secondo i Carabinieri è sempre più plausibile l’ipotesi che l’autore dell’atto teppistico abbia sbagliato bersaglio e abbia dato fuoco all’auto del dr. Orsini scambiandola con quella di un’altra persona. Ma chi? A questo punto il prosieguo delle indagini non è semplice. Attorno all’ospedale di S. Omero ruotano quotidianamente centinaia di persone. Non è detto che chi ha un’auto simile a quella dell’anatomopatologo di Tortoreto possa essere automaticamente identificato per il piromane.
Tutto naturalmente si semplificherebbe se saltasse fuori qualcuno che confessasse di essere stato oggetto di minacce o, quanto meno, in grado di fornire un identikit più preciso e dettagliato del responsabile del gesto vandalico. Secondo le testimonianze raccolto fra quanto hanno assistito all’incendio si tratterebbe di un giovane alto e magro con una sciarpa bianca al collo, rapidissimo a dileguarsi nel buio. I Carabinieri starebbero setacciando l’ambiente dei tossicodipendenti (l’incendio dell’auto altrui fa parte del repertorio delle vendette di chi fa uso di sostanze stupefacente) Ma, allo stesso modo, si battono altre piste anche perché nessun'altra matrice matrice può al momento essere esclusa. La speranza è che le indagini possano imboccare al più presto il canale giusto anche per fare luce completa su un episodio davvero inquietante.

TORTORETO. Verrà ufficializzata nella serata di domani a Tortoreto, la collaborazione che sta nascendo tra il Plaza e il Mazoom Le Plaisir, la discoteca che si affaccia sul lago di Garda, famosissima per le sue serate house di qualità e gli ospiti in pieno stile “Studio 54”. Domani sera lascerà suonare nella sala house del locale diretto da Giovanni Perna e Mauro Bianchi, il dee jay producer, Steve Mantovani. Nella sala commerciale andrà in onda la musica di Giuliano Orlandi e Armando Battistelli con Simon al microfono, mentre lo spettacolo dal vivo e lezione primi passi nell’area latina completano la ricca offerta del locale.