Città-territorio verso le elezioni
Scade il mandato del presidente Lombi che si ripresenta
NERETO. Altro giro altra corsa. L’Unione di Comuni Val Vibrata torna ad eleggere il presidente della giunta complessiva, il quinto precisamente, della storia della Città-territorio. In corsa di nuovo l’uscente Flaminio Lombi, sindaco di Tortoreto, ma si fanno anche i nomi di Antonietta Casciotti, primo cittadino di Alba e di Filippo Benucci, uscente sindaco di Sant’Egidio, mentre la vicepresidenza, che per una forma di equilibrio politico e di convenienza, finora, è andato un sindaco del centrodestra, potrebbe stavolta andare al sindaco di Ancarano Emiliano Di Matteo. Il 13 febbraio, infatti, Lombi decadrà dalla carica di numero uno dell’Unione di Comuni e tutti gli atti che da quel momento in poi dovessero venire approvati sarebbero nulli. I sindaci dei dodici Comuni della vallata che compongono la giunta complessiva, dovranno perciò procedere a rieleggere il proprio massimo rappresentante. Toccherà di nuovo o no a Flaminio Lombi? Secondo alcuni, considerando gli ultimi mesi del mandato prima delle elezioni amministrative di primavera, non solo del sindaco di Tortoreto ma anche dei colleghi di Sant’Egidio, Sant’Omero, Torano, Nereto, Corropoli e Alba Adriatica, sarebbe utile riconfermarlo. Qualcun altro, come Claudio De Donatis, invece no. Il sindaco di Sant’Omero preannuncia voto contrario alla riproposizione di Lombi, come aveva già fatto un anno fa, bocciando l’operato del suo presidente. Polemiche a parte, per la Città-territorio i tempi sono stretti e considerando l’urgenza di alcuni provvedimenti da adottare bisognerà essere operativi fin da subito. Lo impongono del resto il programma che i sindaci che si sono dati e che stanno seguendo, e le attese della collettività vibratiana.
Due milioni di euro saranno impegnati in una società multiservizi per la stabilizzazione degli ex Lsu vibratiani che si trovano in situazioni di particolare disagio. Lo ha annunciato, ieri, il presidente della commissione alle Attività produttive della Regione, Paolo Tancredi, nel corso di una riunione tenutasi nella sede dell’Unione dei Comuni città territorio della Val Vibrata. Tancredi ha ribadito l’impegno assunto a dicembre nella conferenza dei capigruppo del consiglio regionale a voler sostenere un progetto per il reinserimento dei lavoratori. «Alla società multiservizi - spiega - sarà affidato il compito di gestire i servizi pubblici dei Comuni, che ricadano nell’area di competenza della Città Territorio. L’Unione dei Comuni elaborerà il Piano industriale della costituenda società a capitale pubblico». Subito dopo il passaggio della finanziaria regionale, la Provincia convocherà un tavolo con il ministero del Lavoro perchè si impegni a stanziare, in favore del progetto, delle risorse per lo start up. «Abruzzo Lavoro - conclude Tancredi - si occuperà, invece, della formazione necessaria per i lavoratori che andranno a far parte della nuova società di servizi».
Gli ex Lsu denunciano «Nei tirocini formativi ignorate tutte le leggi»
VAL VIBRATA. Si apre un nuovo fronte nella vicenda degli ex lavoratori socialmente utili della vallata (ma il discorso è estendibile all’intero Abruzzo) rimasti fuori dai progetti degli enti locali e privi di mezzi di sussistenza. Il nuovo fronte è quello dei tirocini formativi banditi dalle Province per riavviare all’occupazione queste persone rimaste senza lavoro. «Si tratta», spiega Settimio Ferranti, il portavoce degli ex Lsu della Vibrata, «di una legge regionale varata per tamponare la situazione precaria degli ex Lsu. La legge, in Abruzzo, interessava potenzialmente 200 persone. Di fatto si sono iscritti in graduatoria in 99, di cui 63 in Val Vibrata. Come funziona? In sostanza, su delega della Regione la Provincia avvia un bando, dando un assegno alle ditte che si offrono di far sostenere il tirocinio ai lavoratori. È previsto un rimborso di cinque euro l’ora per 480 ore in quattro mesi. In pratica ai lavoratori spettano 600 euro al mese lordi. Ma, una volta che cominciano il tirocinio, entrano in una specie di giungla senza regole e senza controlli». Per spiegare meglio quello che si contesta, citiamo la lettera inviata agli organi di stampa da una ex Lsu di Tortoreto, L.P., ammessa al tirocinio formativo presso un supermercato. «Sono tre mesi», scrive la donna, «che sto effettuando un tirocinio formativo senza l’affiancamento di un tutor, senza eventi informativi né formativi, e facendo produzione fin dai primi giorni. Non sono stata retribuita regolarmente, non mi hanno pagato i giorni di malattia e a causa di queste gravi inadempienze non posso acquistare i farmaci per la cura delle malattie mie e del mio bimbo». Ferranti aggiunge: «L.P. ed altri tirocinanti hanno ricevuto il primo assegno dopo due mesi e mezzo e da quel momento più nulla. Ma, a parte i soldi che arrivano in ritardo, il problema è che nessuno va a controllare come si svolgono questi tirocini. I lavoratori in pratica fanno produzione e basta e dopo quattro mesi si ritroveranno in mezzo a una strada, senza la prevista stabilizzazione. Qualcuno si è ritrovato in mezzo a una strada anche prima: in tre facevano tirocinio in una ditta di Sant’Egidio che poco dopo il loro arrivo ha chiuso». Ferranti ha inviato un esposto alla procura della Repubblica ed ha informato tutte le istituzioni competenti, prefettura compresa. «Sono mesi», conclude il portavoce degli ex Lsu, «che facciamo un’opera di sensibilizzazione assolutamente pacifica. Credo che, vista la situazione in cui ci troviamo, sia un merito da sottolineare. Ma, se le cose continuano ad andare come stanno andando e le istituzioni non ci daranno presto risposte concrete, potremmo anche cambiare strategia».
Sicurezza, petizione per una “tenenza”
NERETO - E’ allarme sociale in Val Vibrata:
l’Unione dei Comuni sollecita il potenziamento organico delle caserme sul
territorio e l’istituzione di una seconda tenenza nei comuni dell’interno.
Domani parte la raccolta di firme in tutte e 12 le municipalità vibratiane, da
inviare agli enti preposti, mentre si avvia anche se lentamente, il
coordinamento intercomunale delle polizie municipali. «La nostra richiesta, la
raccolta di firme, le delibere consiliari, hanno lo scopo di sollecitare
l’aumento di uomini, mezzi e strutture contro il rischio della delinquenza
organizzata che si affaccia sul nostro comprensorio, in modo da non rincorrere,
poi, eventi catastrofici - ha spiegato il presidente dell’Unione dei Comuni,
Flaminio Lombi -. Registriamo il disagio dei cittadini che facciamo nostro,
anche per non far perdere loro la fiducia nelle istituzioni, che poi comporta
omertà e fenomeni quali l’istituzione di comitati cittadini». I sindaci
hanno ribadito e riconosciuto gli sforzi lodevoli compiuti dai carabinieri per
coprire tutto il territorio. «A loro dobbiamo quel minimo di tranquillità e
sicurezza di cui ancora godiamo - hanno sottolineato -, ma a loro va data una
mano, potenziando gli organici e realizzandovi secondo presidio operativo da
dislocarsi nei Comuni dell’interno». Lombi ha precisato, inoltre,
l’opportunità di un monitoraggio della microdelinquenza, attraverso una
”intelligence” che studi il fenomeno.
F.C.
Sant’Omero . Su iniziativa dei Comuni della Val Vibrata, a Sant’Omero è entrato in funzione un ufficio legato al progetto Alice, un servizio sociale per la tutela dei minori e delle famiglie in difficoltà.
Una giornata per ricordare le vittime delle Foibe
PESCARA - Anche l'Abruzzo potrebbe avere presto una giornata in ricordo delle vittime delle foibe e degli esuli dalle terre cedute alla Jugoslavia con il Trattato di pace di Parigi del 1947. Il consiglio regionale ha infatti approvato ieri una risoluzione che invita il presidente della Regione ad istituire anche in Abruzzo una «Giornata della memoria e della testimonianza». Il consiglio regionale ha poi approvato all'unanimità il piano per il riparto dei finanziamenti per l'edilizia scolastica minore. Si tratta di circa 14,5 milioni di euro, assegnati dal Ministero dell'Istruzione, che saranno attribuiti ad amministrazioni provinciali e comunali per la ristrutturazione degli edifici e l'adeguamento alle norme di sicurezza e sismiche. «È una somma - ha affermato l'assessore regionale alle Opere pubbliche, Giorgio De Matteis - che porta complessivamente a circa 88 milioni di euro, tra fondi propri e finanziamenti statali, l'investimento della Regione sul settore dell'edilizia scolastica. Nella ripartizione -ha aggiunto- sono stati tenuti in debito conto i Comuni più piccoli, in modo da evitare la chiusura delle scuole e il conseguente spopolamento». Davanti al Comune di Pescara, dove si è svolta la seduta del consiglio regionale manifestazione di protesta di una delegazione di ex Lsu della Val Vibrata, che ha sollecitato ancora una volta la costituzione di un tavolo istituzionale di trattative per risolvere la vertenza. La protesta è sostenuta da uno sciopero della fame e della sete attuato da 12 ex Lsu (uno per ciascun comune della Val Vibrata) tra cui il loro portavoce, Settimio Ferranti. La protesta è poi continuata a Nereto, dinanzi alla sede dell'Unione dei Comuni della Val Vibrata.
Lombi e D’Aristotile riconfermati ai vertici
NERETO. I sindaci hanno scelto la continuità: Flaminio Lombi è stato eletto per il terzo anno presidente dell’Unione dei Comuni Val Vibrata e questa volta, contrariamente alla precedente, i dodici primi cittadini della Città-territorio non hanno fatto decorrere i termini, riconfermando il sindaco di Tortoreto prima della scadenza. Al suo fianco nella veste di vice presidente, il collega corropolese Paolo D’Aristotile. Quello di Lombi e D’Aristotile sarà il mandato più breve nella storia dell’Unione. Come da statuto, la giunta complessiva infatti decadrà dalle funzioni con lo scioglimento dei consigli comunali in vista delle elezioni fissate per la metà di giugno. Quindi per i sindaci di Tortoreto, Alba Adriatica, Corropoli, Nereto, Torano, Sant’Egidio alla Vibrata e Sant’Omero che insieme agli altri hanno fondato la Città-territorio nel 2001. (a.d.p.)
Una società mista stabilizzerà Ferranti ed ex Lsu
NERETO - Le continue peregrinazioni di Settimio
Ferranti e di chi ne ha seguito le precarie sorti stanno per finire. Il paladino
dei Lavoratori socialmente utili vibratiani sta per ottenere un successo che va
oltre le aspettative: la stabilizzazione graduale, dopo un giusto periodo di
apprendimento, di 300 Lsu o ex Lsu.
Attraverso la costituzione di una società multiservizi, con capitale misto ma,
questa è la novità assoluta, con i diretti interessati a gestire autonomamente
la nascente impresa sotto il vigile occhio di Provincia, Regione e Unione dei
Comuni. Il 49 per cento in mano a Ferranti e compagni, e il 51 distribuito tra i
tre enti di riferimento. Con i ”taglialavoro” a dare istruzioni per cinque
anni o al minimo tre. In questo lasso di tempo, gli Lsu potranno apprendere i
modi per condurre una società di servizi.
Città territorio Lombi resta alla presidenza
TERAMO — La città-territorio ha approvato la proroga dell’incarico per i vertici istituzionali dell’Unione. Flaminio Lombi e Paolo D’Aristotile, dunque, sono stati confermati come presidente e vicepresidente della città-territorio, almeno per un paio di mesi. La decisione di prorogare l’incarico, risponde all’esigenza di non lasciare un vuoto istituzionale all’interno dell’Unione nei mesi che intercorrono tra la scadenza delle nomine (che durano un anno) e le prossime elezioni amministrative, con il rinnovo dei sindaci. La proroga dell’incarico a Lombi ha ricevuto un solo voto negativo, con molta probabilità quello del sindaco di S.Omero Claudio De Donatis, da tempo in polemica con il collega. De Donatis, infatti, avrebbe più volte rimproverato a Lombi di essere poco decisionista. Accusa a cui il sindaco di Tortoreto e Presidente della città-territorio avrebbe risposto sottolineando come la sua funzione non sia quella di un "dittatore", ma semplicemente quella di coordinatore dei vari sindaci della Vibrata.
Elettrodotto in casa, quindici famiglie sul piede di guerra
ALBA - Costruzione elettrodotto di 150 kilowattori da Sant’Egidio ad Alba e variante del Comune di Corropoli: dieci pali dell’Enel a ridosso delle abitazioni. Esplode la protesta di ben quindici famiglie poste ai confini tra i quattro Comuni di Alba, Tortoreto, Corropoli e Sant’Omero, cui l’Enel ha fatto sapere, tramite lettera raccomandata, che si procederà nei tempi prestabiliti alla installazione dei pali di corrente elettrica nei punti individuati da un nuovo percorso dell’elettrodotto, punti estremamente vicini alle abitazioni di queste famiglie. Chiamata in causa, a tutela della salute pubblica, anche l’Unione dei Comuni della Val Vibrata, mentre si approntano forme di protesta eclatanti per impedire che i pali vengano sistemati nei punti fissati. Il pericolo di rischio elettromagnetico, intanto, non va sottovalutato. «Ci informeremo da esperti per quanto riguarda questo aspetto che sicuramente esiste e non permetteremo così facilmente che si installino questi pali - fanno sapere gli abitanti delle zone interessate - a costo di bloccare la strada con i trattori ed anche con la nostra presenza. I sindaci dei quattro comuni hanno agito a nostra insaputa e a questo punto ci devono qualche spiegazione. Non è possibile, infatti, autorizzare un percorso per l’elettrodotto così vicino alle abitazioni. La stessa Unione dei comuni dovrà sentire le nostre istanze e agire di conseguenza». Il nuovo percorso, praticamente, con la variante approvata dal Comune di Corropoli annulla il precedente che attraversava la zona ove è ubicato, tra l’altro, l’avioclub ”Val Vibrata”. «Un percorso che era possibile - ribadisce un residente di Tortoreto - perché non toccava le case, che è stato abbandonato perché l’avioclub avrebbe anche compiti di protezione civile e di conseguenza non può avere ostacoli sul proprio terreno. Pare che sia prevalso l’interesse collettivo, primario rispetto alla realizzazione dell’elettrodotto. Ma noi che abitiamo in queste case, non facciamo parte di un interesse collettivo?»
Elaborerà proposte
politiche per la Vibrata
Nasce il coordinamento fra le segreterie dei Ds
ALBA ADRIATICA. Un coordinamento tra tutte le
segreterie dei Ds della Val Vibrata, con l’obiettivo prioritario di dare vita
a un confronto per approfondire le tematiche territoriali e pianificare le
possibili soluzioni. Un vero e proprio laboratorio politico, che sviluppe- rà
nel medio periodo riflessioni e proposte su tematiche comuni a tutta la Val
Vibrata.
L’iniziativa, nuova nel suo genere, è stata presentata ieri in una
conferenza stampa nella sezione dei Ds di Alba Adriatica. Tutti i segretari
della Quercia presenti nella vallata hanno condiviso questa iniziativa,
sintetizzata dalla diffusione di un documento politico che rappresenta il punto
di partenza per iniziare a di- scutere. «Il progetto», fanno sapere i
responsabili territoriali del partito della Quercia, «non va identificato come
un cartello elettorale, finalizzato solo alle elezioni amministrative, ma è
l’avvio di una discussione utile per elaborare proposte su alcuni temi
importanti della vallata. Il coordinamento nasce da questa visione della
politica e dal bisogno di ritrovare un protagonismo sui problemi reali, partendo
da una visione che sia ispirata da una cultura di sinistra. La Val Vibrata,
sotto questo aspetto, è una realtà complessa, che necessita di essere
affrontata con una visione territoriale, e non più solo locale e campanilistica».
I temi che saranno oggetto di analisi del coordinamento delle segreterie
vibratiane dei Ds sono diverse, e riguardano la sanità, la scuola, il turismo,
le politiche sociali, la viabilità, l’ambiente e la sicurezza sociale. «Su
questi argomenti», si legge nel documento politico programmatico, «il
coordinamento svilupperà nelle prossime settimane tavoli di lavoro e di
approfondimento, coinvolgendo esperti, amministratori e forze civiche. Il primo
obiettivo è quello di organizzare, in primavera, un convegno territoriale, e di
presentare delle proposte concrete su cui lavorare».
I sindaci solidarizzano con le famiglie oberate dai pali dell’elettrodotto
VAL VIBRATA - Costruzione elettrodotto di 150
kilowattori da Sant’Egidio alla Vibrata ad Alba Adriatica: interviene
l’Unione dei comuni “Val Vibrata” a difesa delle quindici famiglie presso
le cui abitazioni dovranno essere sistemati i pali dell’Enel. Venerdì 20
febbraio il presidente dell’Unione, il sindaco Flaminio Lombi, riunirà la
Giunta dei primi cittadini dei dodici comuni proprio per trovare una risoluzione
a tutela della salute pubblica. Una delegazione di rappresentanti per i quattro
territori interessati, Alba Adriatica, Tortoreto, Corropoli, Sant’Omero, è
stata ricevuta sabato da Lombi: «Il sindaco ci ha spiegato che sono stati
prevaricati dalla Regione e dall’Enel ha sottolineato un rappresentante di
Tortoreto perché in passato avevano espresso parere contrario al percorso
alternativo tracciato dall’Enel, per la realizzazione dell’elettrodotto. Ma
evidentemente, non sono stati ascoltati e presi in considerazione». Intanto,
contro l’installazione dei dieci pali dell’Enel, praticamente a ridosso
delle loro abitazioni, le famiglie interessate non fermano lo stato di
agitazione: «Siamo pronti a sbarrare la strada a tutti hanno dichiarato
aspettiamo adesso le risoluzioni dell’Unione dei comuni. Aspettiamo fiduciosi
che i sindaci si facciano carico di questo grosso problema, dei possibili rischi
e danni per noi, per le nostre proprietà, e per la nostra salute».
Praticamente con la Variante approvata dal comune di Corropoli, il primo
percorso dell’elettrodotto, molto più lineare e lontano dalle abitazioni, per
una serie di ostacoli oggettivi, è stato abbandonato. Sarà difficile adesso
che l’Enel, munita di tutte le autorizzazioni necessarie, torni indietro, a
meno che i sindaci non paventino un rischio, anche questo oggettivo, di elettro
inquinamento, pericoloso per la salute pubblica. Quindici famiglie, intanto
attendono di essere tutelate, altrimenti attiveranno forme di protesta eclatanti
e continue.
Appello ai sindaci per far spostare il nuovo elettrodotto
VAL VIBRATA. La guerra dell’elettrodotto torna a infiammarsi. A sollevare ancora una volta la protesta sono le dodici famiglie che abitano sulla striscia di territorio, compresa tra i comuni di Corropoli, Alba Adriatica e Tortoreto, su cui l’Enel dovrà far passare i cavi elettrici del nuovo impianto che trasporterà 150Kw di energia elettrica. La società ha infatti inviato una lettera indirizzata alle famiglie sui cui terreni l’Enel si è riservata la servitù di elettrodotto, perché concedano l’autorizzazione dietro pagamento di un’indennità che varia da 400 euro a poco più di mille. Per tutte le famiglie il passaggio dell’elettrodotto vuol dire pericoli per la salute, per qualcun altro si aggiunge anche il danno economico. Come nel caso della famiglia De Antoniis di Corropoli che si è vista sfumare un affare da 35mila euro per la vendita di un fondo. Alla notizia del passaggio su quell’appezzamento dei tralicci dell’alta tensione - che raggiungono una base anche di 100 metri quadrati - la parte acquirente ha indietreggiato. Ora le dodici famiglie sulle cui teste fra non molto passerà. l’elettrodotto, chiedono all’Enel di rivedere il tracciato concordemente con le parti interessate, ipotizzando anche l’interramento dei cavi (la distanza dei fili elettrici dalle abitazioni, per una legge favorevole all’Enel, non deve essere inferiore a 18 metri). Nel contempo chiedono ai sindaci della Città-Territorio, quali massime autorità sanitarie, una presa di posizione contro l’Enel, cosi come vine chiesto alle associazioni ambientaliste. E’ andata bene all’Avioclub di Corropoli invece, sul quale inizialmente doveva passare il tracciato dell’elettrodotto. Il riconoscimento da parte della Regione quale aviosuperficie d’ausilio alla protezione civile ha consentito la modifica del tracciato che però è andata a discapito delle dodici famiglie.
La protesta per l’elettrodotto Enel sarà discussa dalla Città-territorio
CORROPOLI. La guerra dell’elettrodotto Enel approda sul tavolo dei sindaci dell’Unione di Comuni, mentre le famiglie direttamente interessate dal problema si costituiscono in comitato. Le 12 famiglie del triangolo Corropoli-Alba-Tortoreto, ribadendo il dissenso al progetto dell’Enel perchè i tralicci aerei distano pochi metri dalle loro case, hanno ottenuto una presa di posizione dei 12 sindaci. «Venerdì», spiega Franco Moroni del comitato, «la Città-territorio si riunirà con all’ordine del giorno quest’argomento. Il presidente Flaminio Lombi che mi ha ricevuto sabato scorso, ha garantito il suo impegno». Gli abitanti chiedono alla società per l’energia di rivedere il tracciato e comunque di stabilire eventuali modifiche, concordemente con i proprietari dei terreni, alcuni dei quali hanno ricevuto anche un danno economico. «Non ne facciamo una questione economica», commenta Moroni, «quel che più ci preme è la salute nostra e delle nostre famiglie. Come si può passare sopra le teste di ognuno di noi, senza nemmeno interpellarci, almeno per studiare insieme possibili soluzioni alternative al progetto dell’Enel? Come è possibile stabilire un indennizzo che comunque, per la portata del disagio ambientale e non solo quello, a nostro avviso è inconsistente? Non può l’Enel mettere spalle al muro i cittadini, presentando una lettera con cui si dice di sottoscrivere l’autorizzazione alla servitù di elettrodotto senza appello».
Elettrodotto tra le case, comitato di cittadini invia la diffida all’Enel
SANT’EGIDIO - Costruzione elettrodotto di 150 kilowattora da Sant’Egidio ad Alba: partono le prime diffide per l’Enel, mentre si costituisce il comitato per la delocalizzazione dell’impianto. Tra i componenti, anche un ex sindaco di Tortoreto e rappresentanti dei Verdi di Nereto e di Pescara. Fanno sul serio le quindici famiglie interessate, loro malgrado, alla realizzazione dell’elettrodotto che prevede la sistemazione di dieci immensi pali elettrici, praticamente a ridosso delle loro abitazioni. Si sono costituiti in comitato permanente, con rappresentanze dei Comuni di Alba, Corropoli, Tortoreto, Sant’Omero, Bellante, dei Verdi e di tutti coloro che sono sensibili ai problemi dell’ambiente. Tra di essi, da Terrabianca, l’ex sindaco Lino Cichetti, presso la cui abitazione dovrebbe essere posizionato un palo. Il comitato chiede che venga ripristinato, per la realizzazione dell’impianto, il percorso originario che costeggiava il corrente Vibrata fino all’altezza della strada provinciale di collegamento con Nereto la bonifica del Salinello, altrimenti sarà battaglia dura, aperta già con la predisposizione delle prime diffide all’Enel, in attesa delle determinazioni dell’Unione dei Comuni Val Vibrata che ne discuterà in giornata. «Tale installazione - afferma il comitato - induce a forte preoccupazione la popolazione residente, in merito ai danni che possono derivare sia per la salute che per l’impatto ambientale e paesaggistico nel territorio interessato». Si chiede, inoltre, perché sia stata necessaria la variante di Corropoli: una risposta che si attende dai sindaci dei Comuni interessati. Intanto, questa sera, una delegazione conferirà con il presidente dell’Unione dei Comuni, Flaminio Lombi: tra di loro Lino Cichetti, Gianfranco Forcucci e Giuseppe Camaioni dei Verdi, Franco Moroni, Costantino Rapagnà, Tonino De Antoniis, Lino Migliorati, Fabrizio Micozzi, Adelaide Pirozzi, Arcangelo Franceschini. «Vogliamo tutelare il territorio per i nostri figli - ha aggiunto Franceschini -. Chiediamo sostegno a tutti, al di là di ogni schieramento, nell’interesse comune».
Di Stanislao chiede alla Regione risorse per il disinquinamento
«Fondi per i fiumi Vibrata, Tronto e Salinello»
VAL VIBRATA. Un emendamento alla Finanziaria 2004 e al bilancio corrente per salvare il torrente Vibrata ed i fiumi Tronto e Salinello. A presentarlo alla Regione Abruzzo è il consigliere dei Ds Augusto Di Stanislao. L’inquinamento dei corsi d’acqua, dunque, arriva sul tavolo del parlamento regionale. Si chiedono fondi da destinare all’Unione di Comuni Val Vibrata per lo studio di fattibilità tecnica della salvaguardia dei corsi idrici che bagnano alla foce Martinsicuro, Alba Adriatica e Tortoreto, attraversando con la loro carica inquinante anche molti centri dell’entroterra. «Nel testo che è stato approntato», spiega il consigliere regionale Augusto Di Stanislao, «è prevista l’assegnazione di fondi alla Città-territorio per l’eliminazione del danno ambientale derivante dagli effetti degli scarichi esistenti sul sistema idrico che, nella fattispecie, sono di rilevante gravità. E’ spesso il risultato degli insediamenti produttivi limitrofi ai corsi d’acqua i quali troppo spesso difettano di impianti di depurazione e collettori fognanti. La variazione proposta, pari a 30mila euro, mira anche alla normalizzazione ambientale, visto il particolare interesse turistico della Val Vibrata, che quindi comporta l’abbattimento del carico inquinante mediante il completamento delle strutture esistenti».
VAL VIBRATA. I Ds hanno sollecitato l’intervento della Regione Abruzzo su un progetto dell’Enel Spa per l’installazione di un elettrodotto da 150 Kw in Val Vibrata. L’iniziativa ha suscitato la preoccupazione dei residenti per il rischio di danni alla salute e all’ambiente. Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale Augusto Di Stanislao. L’esponente diessino in un’interpellanza ha chiesto alla giunta regionale di adoperarsi «affinchè l’Enel prenda in considerazione una diversa collocazione migliorativa rispetto al profilo paesaggistico, ambientale e sanitario». Quindici famiglie residenti nei Comuni di Corropoli, Alba e Tortoreto, ha riferito Di Stanislao, hanno ricevuto «una lettera con la quale l’Enel Spa di Roma chiede l’autorizzazione alla servitù di elettrodotto, senza lasciare spazi di contrattazione». I cittadini interessati, che hanno di recente costituito un comitato di protesta, hanno lamentato «la poca attenzione delle istituzioni nel valutare i danni che possono derivare sia alla salute sia all’ambiente, chiedendo all’Unione dei Comuni della Val Vibrata di schierarsi al loro fianco». L’area individuata sarebbe già attraversata da un’altra linea Enel della stessa potenza. A presidente e assessori regionali, Di Stanislao ha chiesto «se non ritengano che la Regione debba essere informata preventivamente degli interventi che l’Enel Spa intende attuare nel territorio e, se informati, non ritengano di doverne dare comunicazione alle amministrazioni comunali, alla Asl di riferimento e all’Arta, al fine di valutarne gli effetti».