Distretti sanitari, Martinsicuro in rivolta
MARTINSICURO - La razionalizzazione sul territorio dei distretti sanitari di base penalizza metà della popolazione vibratiana e pone le basi per l’aumento esponenziale della mobilità passiva. Martinsicuro ed Alba sul piede di guerra contro la scelta del direttore generale della Asl, Sabatino Casini, che ha lasciato fuori i due maggiori comuni costieri. «Tra Martinsicuro ed Alba - ha ribadito l’assessore Pietro Dursi - si contano circa 37.000 abitanti, quindi la metà della popolazione della Val Vibrata, che è stata tagliata fuori da un’assistenza sanitaria agevole e funzionale. Si è preferito istituire il distretto sanitario di base a Tortoreto, che dista due chilometri dall’ospedale di Giulianova e a Nereto che ha l’ospedale di Sant’Omero a quattro chilometri. Per gli utenti di Martinsicuro, la distanza dai due nosocomi è di circa venti chilometri. Quale logica c’è in tutto questo?» Analogo concetto è stato espresso da un gruppo di operatori commerciali di Alba: «Diventa difficile, per il cittadino, soprattutto per la fascia degli anziani molto numerosa e spesso non autonoma, raggiungere questi ospedali». Ancora l’assessore Dursi: «Perché il distretto è andato a Tortoreto e non a Martinsicuro? Forse perché il direttore generale è tortoretano? Sicuramente egli ha favorito la mobilità passiva verso San Benedetto ed Ascoli: ci sarà, d’ora in avanti, una emorragia di utenti che non riusciremo a fermare e che costerà a tutti noi milioni di euro. La razionalizzazione imposta Casini è inaccettabile e noi ci muoveremo affinché venga bloccata».
Casini: «Più servizi in Val Vibrata»
Nel comprensorio un’alta concentrazione di qualificate strutture
Sanità: nel comprensorio vibratiano la più alta concentrazione di strutture sanitarie e servizi ed altre ancora, qualificanti, vi saranno istituiti. Il direttore generale della Asl, Sabatino Casini, illustra la sanità vibratiana a tutto tondo, dai distretti sanitari, ai servizi ospedalieri, alla mobilità passiva. «Il cittadino ha diritto di essere rasserenato - dice - e chi ha le mie responsabilità non è un irresponsabile. In Val Vibrata, nel raggio di diciassette chilometri, vi sono due strutture ospedaliere, otto strutture sanitarie. A breve inaugureremo il centro Helios, a Colonnella, per la riabilitazione. Stiamo predisponendo il bando per il polo oncologico, potenzieremo la radiodiagnostica, mentre sul territorio arriveranno specialisti, da chirurgia vascolare, ad ostetricia, ad oculistica». Sui distretti sanitari: «Per Martinsicuro ed Alba ho seguito le indicazioni lasciate dal centrosinistra, che aveva istituito a Villa Rosa e Tortoreto i distretti. Io li ho solo attivati e riqualificati. La scelta logistica, anche se errata, non è stata mia. A Villa Rosa stiamo spostando servizi essenziali, in una struttura ampliata che abbiamo rimesso a nuovo e potenziata». Mobilità passiva: «Non è solo frutto di inefficienza, ma anche di scelte individuali del cittadino, il cui diritto è sancito dalla Costituzione. E’ un problema di tutta l’azienda e non del direttore generale esclusivamente. E’ un nodo culturale che va suddiviso tra dirigenti, sanitari, strutture, cittadini, tenendo conto di distanze, preferenze individuali, indicazioni del medico curante, risorse della Asl. Il direttore deve predisporre risorse sulla base delle richieste dei cittadini ed è quello che io sto facendo. I risultati già ci sono: nel 2003 c’è stato un calo della mobilità passiva del 2,3 per cento. Negli anni precedenti è aumentata perché frutto di scelte scellerate della sinistra e di estremo degrado delle strutture». Casini ribadisce che la Asl di Teramo è l’unica che ha messo in rete le sue strutture, ha attrezzato e messo a norma i presìdi ospedalieri, ha ridato dignità a servizi quali la psichiatria a Sant’Egidio, la diagnosi e cura a Nereto. «L’ospedale di Sant’Omero - continua - sembra una clinica svizzera: manca qualche dirigente qualificato in alcune unità operative, ma arriverà».
I centri costieri hanno trovato una soluzione ai problemi sollevati d’estate dai ”vu cumprà”
VAL VIBRATA Ambulanti e “vu cumprà”:i comuni di Martinsicuro, Alba e Tortoreto, congiuntamente, alla presenza delle associazioni di categoria, hanno stilato per questa estate un decalogo per regolamentare la vendita ambulante sulle spiagge e sul lungomare. Tutti gli operatori commerciali, in possesso del nullaosta regionale, potranno esercitare la loro attività in tutte le aree demaniali, fatta eccezione chiaramente per quelle zone affidate ai comuni costieri in concessioni agli operatori privati. Anche l’orario di vendita è stato disciplinato: dalle 10 alle 12 del mattino, dalle 16 alle 18 del pomeriggio. Ancora: le distanze minime da rispettare sono: 15 metri dalla battigia nelle fasce sabbiose ridotte dal fenomeno erosivo, e questo riguarda quasi esclusivamente il comune di Martinsicuro, e 40 metri nelle fasce più ampie. Le amministrazioni locali hanno cercato di garantire da una parte il diritto degli ambulanti di esercitare la propria attività , dall’altra il diritto dei turisti alla tranquillità. Infatti troppo spesso la vendita ambulante diventa un vero e proprio tormentone per i turisti, in particolar modo sulla spiaggia.
Martinsicuro. L’obiettivo dell’Unione comuni
Tutti d’accordo sul varo di una zona industriale dell’intera Val Vibrata
MARTINSICURO - Una zona industriale comprensoriale, tra gli obiettivi dell’Unione dei Comuni vibratiani, che diventa un’esigenza improcastinabile per le cittadine costiere. «Io auspico e sollecito l’Unione dei Comuni affinché si faccia portatrice di questo progetto unitario comprensoriale ha ribadito il sindaco di Martinsicuro Nilde Maloni una zona industriale della Val Vibrata, localizzata in un’area ben precisa, indubbiamente rappresenta una innovazione ed uno stimolo di crescita sociale ed ambientale per tutti e dodici i comuni della Vibrata». Per Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, può diventare una priorità sulla quale convergere in maniera decisa. Non si può pensare, infatti, di fare turismo e turismo di qualità, con una serie di fabbriche in prima fila, a ridosso del lungomare: il problema non è solo estetico, ma di impatto ambientale e di tutela e salvaguardia della salute pubblica. Il comune di Martinsicuro questa grossa problema se l’è già posta: quattro importanti insediamenti industriali, tra i quali l’elettrolitica del Basso Nera e la Veco, hanno chiesto un ampliamento della superficie coperta loro assegnata, per poter realizzare nuovi capannoni industriali. Questa richiesta, in termini pratici, significa occupazione in crescita, un aspetto che, di questi tempi, sicuramente non può essere sottovalutato. Ma significa anche rischi di impatto ambientale, realizzazione di manufatti in aree limitrofe alle spiagge, al lungomare. Come coniugare occupazione e turismo? Intanto l’Amministrazione comunale di Martinsicuro ha indetto una conferenza di servizia con le ditte richiedenti, l’Arta, la Medicina del lavoro: all’ordine del giorno, sicuramente la possibilità di delocalizzare le industrie, accettando contemporaneamente le loro richieste di ampliamento. Il Piano di Vallata per la zona industriale, si incontra con un altro progetto suggerito a suo tempo da Tito Rubini: il Piano regolatore generale della Val Vibrata.